(di Giulio Ferrarini)
Più di 5 mila tra studenti e studentesse coinvolte in oltre 20 iniziative, basterebbe questo per affermare la portata del progetto “Comuni e Province per la Mobilità Sicura” coordinato dalla Provincia veronese con l’adesione degli istituti Marie Curie, Copernico Pasoli, Sanmicheli, Medi, Bolisani e Marconi.
Il focus principale degli eventi è stato quello della sicurezza stradale con varie iniziative volte alla sensibilizzazione delle nuove generazioni che si apprestano a diventare utenti della strada.
Sono ancora troppi, infatti, gli incidenti mortali e non che quotidianamente occupano la cronaca italiana.
In particolare, tra i temi ricorrenti si è discusso molto sull’effetto che possono avere determinate situazioni psicofisiche quando ci si mette alla guida di un veicolo.
E anche a Verona questo è una questione cruciale per la sicurezza come ha sottolineato il comandante della Polizia Locale Luigi Altamura. “Ci sono – ha detto – ubriachi, drogati che viaggiano a velocità elevate sulle nostre strade. Anche ieri sera alle 23:30 in zona Bassona, un veicolo che si capotta da solo. Le conseguenze per fortuna per le persone sono minime, ma la situazione continua ad essere molto pesante. Servono soluzioni straordinarie – ha continuato il comandante -, il Governo ci deve dare una legge per assunzioni straordinarie”.
E per aumentare la sicurezza sulle strade italiane c’è una grossa novità. Dal 16 maggio, infatti, entrerà in vigore una nuova norma che introduce l’obbligo di tesserino e assicurazione per i monopattini, mezzi che tanto hanno fatto discutere in questi ultimi anni. Le sanzioni, per chi non si atterrà alla nuova norma, sono pesanti e vanno dai 100 ai 400 euro.
“In città – ha concluso Altamura – ne abbiamo migliaia, le persone dovranno registrarsi sul portale dell’amministrazione. Anche in questo caso però servono i controlli e nuovo personale”.
Il presidente della provincia Flavio Pasini ha evidenziato poi come il progetto, nato a Verona, ha fatto da capofila per l’iniziativa che trovato immediato riscontro anche a livello nazionale.
A differenza dei progetti istituzionali più classici l’importanza di questa iniziativa è che parte direttamente dagli studenti con l’obiettivo chiaro di responsabilizzare.
“Spesso alla guida siamo distratto – ha affermato Pasini -, ma ci sono una serie di fattori di cui non teniamo conto e assieme al non rispetto delle regole, si crea l’incidente. E l’incidente può essere banale, può essere risolvibile, può essere un incidente non più risolvibile. E quindi abbiamo pensato a quanti insegnanti, a quanti studenti può pesare quella sedia vuota che troviamo purtroppo anche nelle nostre aule. È un qualcosa, è un magone sulla testa che rimane per sempre”.
Ha manifestato una grande soddisfazione anche il prefetto Demetrio Martino e ha concluso con un appello verso gli studenti: “Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi siano dalla nostra parte e che si facciano loro portavoce verso i loro coetanei anche al di fuori dell’istituzione scolastica affinché questo messaggio possa raggiungere tutti e possa effettivamente produrre frutti. Nel 2025 si sono verificati nella provincia di Verona ben 44 decessi sulla strada: è un dato eloquente e i numeri sono eccessivi”.



