Sicurezza sul lavoro, Verona maglia nera. Fasoli (Cgil): «A Verona si verifica il 21,6% degli infortuni mortali di tutta la regione»

Con 14.358 denunce di infortunio e 24 infortuni mortali nel 2025 la nostra provincia e’ ancora una volta maglia nera in Veneto per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. E’ come fosse in corso una epidemia silenziosa che miete ogni mese due vittime tra l’indifferenza o la rassegnazione generale. Tutto questo e’ inaccettabile. Cosi’ Raffaello Fasoli, segretario Cgil Verona, legge i dati ufficiali Inail relativi alle denunce di infortunio dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025. «Bisogna sempre precisare che si tratta di denunce sulle quali viene svolta una attenta istruttoria che puo’ anche cambiare l’esito, tuttavia e’ lampante che qualcosa nella nostra provincia non funziona» sottolinea. «A Verona si verifica il 21,6% degli infortuni mortali di tutta la regione (24 su 111 nel 2025) e il 20% delle denunce di infortunio non mortale (14.358 su un totale di 71.867). E’ inaccettabile rassegnarsi a questo andamento come fosse in atto una pestilenza incurabile e silenziosa». «Come mostra anche il sito istituzionale dello Spisal, che analizza caso per caso tra quelli accertati, dinamiche e situazioni sono ricorrenti (ribaltamento del trattore in agricoltura, folgorazione e cadute dall’alto nell’industria e nei servizi); la mancata prevenzione e’ sintomo di grave carenza di cultura della sicurezza e di sottovalutazione del rischio». «La resilienza del nostro sistema produttivo, fatto di tante piccole imprese e micro-imprese attorno ad un nucleo spesso forte di Pmi, rappresenta anche il nostro principale tallone d’Achille. Un sistema produttivo cosi’ diffuso e articolato richiede investimenti ingenti, informazione e controlli capillari, responsabilita’ dei committenti. Ma, come indicato dai dati, che non migliorano in modo sostanziale, siamo ancora all’Anno Zero o quasi» conclude.