(di Bulldog) Questo non è un Paese per giovani, lo sappiamo. Ma non possiamo bloccare tutto. L’Italia non è solo pensioni da incassare e pannoloni da indossare. Le polemiche sul So.Ga e sul ritrovo di auto “truccate” (come si diceva ai miei tempi) vanno al di là del lamentarsi di comportamenti sulle strade pubbliche a volte fuori dalle regole del codice della strada. Ci mostrano un volto della nostra società che sta diventando sempre più duro e intransigente: ai giovani non è concesso fare più nulla.
Non possono fare casino con le macchine e le moto (neppure nei vuoti parcheggi delle zone industriali di notte); non possono fare casino la sera d’estate fuori dai locali; figuriamoci se possono bere. Debbono avere il casco anche sul monopattino; non possono guidare da subito certe vetture; non possono festeggiare gli eventi sportivi perché persone più “adulte” di loro hanno caricato questi eventi di significati sociali, politici, razziali a loro sconosciuti. Insomma, non possono fare nulla di quello che hanno fatto i loro genitori.
Tutto per non disturbare la quiete pubblica, per non creare scompiglio a sindaci e amministratori pubblici che non vogliono casini. Ma che generazioni alleviamo se non permettiamo alcun rito di passaggio?
Trenta, quarant’anni fa a ragazzi di quella stessa età erano affidati veicoli molto più insicuri, motociclette senza freni, senza casco e in due sul cinquantino. Esagero, affidavamo loro carri armati e camion pesanti dopo un mese di scuola guida…siamo sopravvissuti. Quei giovani amoreggiavano in auto e facevano mattina. E se quei giovani andavano un po’ oltre le righe due ceffoni paterni, o il cazziatone del sottufficiale di giornata, rimettevano le cose nella giusta prospettiva.
Oggi i giovani non possono fare nulla, rischiare nulla. Per la nostra paura e per la nostra voglia di non avere rotture di palle. Soprattutto la seconda, direi. Il coraggio di affrontare la vita va incoraggiato, non castrato. Se ai boomer dà fastidio il casino dei loro nipoti possono chiudere le finestre, accendere l’aria condizionata, guardare “Affari tuoi” e recriminare su quello che potevano fare e non hanno fatto.



