L’anno in corso si è aperto sotto buoni auspici per la denominazione del Soave che a fine dicembre 2025 ha registrato un +3% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che assume una valenza doppiamente positiva se si considera la generale flessione che ha caratterizzato l’intero comparto a livello nazionale negli ultimi 12 mesi.
Buone notizie anche sul fronte delle giacenze: a fine 2025 il livello di giacenza per la Doc Soave ha registrato un -8 % rispetto al 2024, anno che già faceva registrare un -7,9% rispetto al 2023.
L’avvio in positivo coincide con la stagione delle grandi fiere internazionali di settore: appena rientrati da Wine Paris, il salone internazionale di Parigi dove il Consorzio del Soave ha preso parte quest’anno per la prima volta, si è già pronti a partire per il Prowein, in programma a Dusseldorf, dal 15 al 18 marzo. La Germania continua, infatti, a rappresentare una piazza strategica per il Soave, sia in termini di volumi sia di posizionamento, seguita dal Regno Unito e dai mercati del Nord Europa. A Düsseldorf il Consorzio sarà presente alla Hall 3 N30, dove sono attesi buyer soprattutto tedeschi e nordeuropei, operatori del trade e stampa internazionale.
A stretto giro sarà poi la volta di Vinitaly, a Verona, dal 12 al 15 aprile con uno spazio rinnovato e funzionale sia all’attività di valorizzazione della denominazione sia alle esigenze di business delle aziende.
«Partecipare ad una collettiva – evidenzia il Presidente del Consorzio del Soave, Cristian Ridolfi – permette alle cantine di fare attività, di consolidare le relazioni commerciali esistenti e di individuare nuovi prospect, con un investimento proporzionato ai mezzi di cui ogni azienda dispone. Si tratta di opportunità concrete alla portata di ogni produttore, soprattutto oggi, in una fase in cui i mercati mostrano maggiore interesse per vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico».
A maggio, poi, in Canada, il Consorzio concentrerà i propri sforzi su due mercati chiave: la British Columbia con Vancouver e il Quebec con Montreal. In collaborazione con Michaela Morris, wine writer ed esperta di vini italiani con lunga esperienza sul mercato canadese, verrà sviluppato un programma mirato di masterclass e attività divulgative rivolte a operatori e stampa specializzata. Vancouver, città in forte espansione economica e dal profilo spiccatamente cosmopolita, è stata scelta perché anticipa mode e tendenze di consumo, rivelandosi un osservatorio privilegiato per i vini bianchi di qualità. Montreal, riferimento per il Québec, si conferma invece una piazza strategica per il Soave, che qui ha già saputo ritagliarsi uno spazio significativo tra appassionati e professionisti. La scelta di puntare su queste due città trova riscontro nei trend di consumo più recenti: il mercato canadese mostra una crescente attenzione verso vini bianchi, freschi, caratterizzati da moderato contenuto alcolico e da una forte identità territoriale. Il Québec, in particolare, è la prima regione canadese per importazione di vino e registra il consumo pro capite più elevato del Paese, con una marcata preferenza per i vini da vitigni autoctoni, in linea con il profilo del grande bianco italiano.



