Sono mr Ramagli, risolvo problemi

(di Rocco Fattori Giuliano)

La Scaligera Basket ha undici colpi nel caricatore: undici partite e 22 punti disponibili per centrare la serie A1. E l’uomo chiamato a realizzare il centro perfetto è Alessandro Ramagli – appena liberatosi dalla fallimentare Bergamo – che per la terza volta torna a salvare una stagione. A ventiquattr’ore dall’addio di Demis Cavina oggi la Tezenis ha presentato il nuovo coach.
«Ho visto la squadra: è forte. Possiamo vincere, ma prima voglio esprimere i miei sentimenti – sottolinea subito Ramagli : il primo è il senso di disagio. Demis è un amico; è un grande allenatore; una persona perbene; un hombre vertical. L’ho chiamato subito per salutarlo. Il secondo sentimento è l’eccitazione, non lo nascondo: questa è una squadra forte, può fare tanto. Ho guardato negli occhi i ragazzi: ho visto determinazione, ho visto dolore per l’uscita di Demis, ho letto la voglia di riscatto. Terzo sentimento, la responsabilità. Sono qui per un tempo limitato, ma con un obiettivo molto chiaro. Io voglio, con tutti i ragazzi, dare il massimo per provare a competere per il livello più alto e provare a vincere il campionato in qualche modo, diretto e indiretto, di “rimbarzo”, di tacco, di nuca, in qualunque modo. Tutti gli sforzi che saranno necessari cercheremo di profonderli in quella direzione. Ho incontrato i ragazzi adesso. Cavolo, la squadra è forte. Sono tutti forti. Bisogna che tutti quanti lo sappiano e dobbiamo sapere che non dobbiamo portarci dietro scorie negative dal fatto che non siamo primi. Siamo noni e pazienza, partiremo da noni e da lì dobbiamo cercare di risalire. Senza troppi piagnistei che non servono, cercando di percorrere la strada una mattonella per volta perché è quello che ci serve. Iniziamo dal Rieti».
«Dovremo fare cose semplici perché credo che un allenatore che arriva in un allenamento oggi pomeriggio e un mezzo allenamento domani prima di partire, debba solo cercare di dare serenità, equilibrio, poche cose fatte bene e soprattutto che i giocatori prendano in mano il senso della sfida. Questa è una squadra che se gioca per come sa, ha le possibilità di vincere a Rieti, ha la possibilità di vincere partite, di rimettersi a posto».
Cosa cambierà?
«Ci saranno le modifiche che sono necessarie, di gioco, di abitudini cestistiche che in un giorno non si possono dare, quindi avremo la prossima settimana per farlo e soprattutto una settimana per noi molto importante che è la settimana successiva dove non giocheremo».
E aggiunge: «Dobbiamo pensare a Rieti, poi dobbiamo pensare a Scafati, poi dobbiamo pensare a cambiare un gioco d’attacco, dobbiamo pensare a cambiare una regola difensiva, dobbiamo pensare di recuperare un giocatore fisicamente, un altro magari mentalmente, questo è quello che ci serve. Pensiamo al presente, il presente è l’allenamento di oggi, io sono gasatissimo, anche emozionato nell’allenare questa squadra. Non vedo l’ora che arrivino le 5.30 e mi auguro che anche loro abbiano la stessa voglia».
Cosa può fare la differenza?
«Come sempre questo campionato richiede di avere un impatto difensivo di un certo tipo. Le squadre che hanno vinto questo campionato sono sempre state la prima, la seconda, la terza, la quarta difesa del campionato. In questo momento noi non siamo in quel novero. Non dovete guardare i punti subìti, dovete guardare ai punti per possesso. Lì sicuramente noi possiamo fare dei passi avanti. Ma soprattutto, dobbiamo ricordarci che la vita è guidata dal caos, che non sempre quello che ci si aspetta si avvera, e che è meglio danzare sotto la pioggia che lamentarsi che sta piovendo. Quello che so è che ho soltanto undici pallottole e devo cercare il cuore dell’avversario. Per 11 volte devo colpire il cuore, mi ho altre alternative se voglio vincere».