Stanze per universitari, 473 euro/mese a Verona: più 0,1% sull’anno scorso

Sebbene i prezzi delle stanze singole nella maggior parte delle città universitarie italiane continuino a crescere, la novità è che, rispetto a dodici mesi fa, si nota qualche calo anche in centri molto importanti, come quelli registrati a Milano e Bologna. Inoltre, anche a livello nazionale si evidenzia una contrazione dei costi medi mensili, pari al -6,2%.  Tali diminuzioni si devono principalmente a una flessione della domanda, misurata sia in termini di contatti medi per annuncio (-19,8%) che di contatti complessivi, che arretrano quasi del 22% rispetto a un anno fa, in scia alla tendenza già emersa, seppur in maniera meno marcata, la scorsa estate.

Sono queste alcune delle evidenze emerse dall’ultimo rapporto di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che, con il nuovo anno accademico ormai alle porte, ha esaminato l’andamento di domanda, offerta e prezzi del mercato delle stanze in affitto nel nostro Paese.

«I dati sulle stanze confermano un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda che su quello dei prezzi. Si tratta di una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi la scorsa estate, ma che oggi emerge con maggiore chiarezza», dichiara Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «La flessione registrata a livello nazionale può essere considerata come fisiologica: in mercati molto maturi come Milano, dove i canoni hanno raggiunto livelli particolarmente elevati, una domanda meno intensa tende naturalmente a tradursi in un ridimensionamento dei prezzi. Ad ogni modo il quadro resta molto eterogeneo: accanto ai grandi centri in cui il mercato si sta stabilizzando, ci sono ancora numerose città che continuano a registrare aumenti significativi dei canoni, a conferma di dinamiche locali molto differenziate».

Focus Milano e Roma

Milano rimane la città più cara in Italia per affittare una stanza singola, con 704 euro/mese medi, nonostante un calo annuo prossimo al 4%. La pressione della domanda sul singolo annuncio, a differenza di quanto accade in molti altri centri, è in lieve crescita (+1,5%), ma i contatti complessivi, vale a dire l’indicatore più significativo per comprendere il grado di interesse degli utenti, scendono di oltre il 14%. Roma mostra invece un trend molto diverso: sia la pressione di domanda che i contatti complessivi si contraggono di oltre il 30%, spinti verso il basso da prezzi che continuano a salire in modo significativo (+7% anno su anno). Il canone mensile richiesto per l’affitto di una stanza singola nella Capitale ammonta a 615 euro, il terzo più alto tra le città analizzate, alle spalle solo del capoluogo lombardo e di Firenze (627 euro/mese).

Esaminando i quartieri in assoluto più cari nelle due città, a Milano svetta il Centro, con 823 euro/mese (-2% anno su anno), seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero (812 euro/mese, +1,8% anno su anno) e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova (807 euro/mese, +2,5% anno su anno). La zona più economica è invece Ponte Lambro-Santa Giulia (571 euro/mese, -1,8% anno su anno).

Anche a Roma il quartiere più costoso per prendere in locazione una singola è il Centro Storico, che in dodici mesi segna un +9,1% e raggiunge i 733 euro/mese. Al secondo posto si colloca Parioli-Flaminio (730 euro/mese, +7,9% anno su anno), mentre al terzo si piazza Corso Francia-Vigna Clara-Fleming-Ponte Milvio (724 euro/mese, +31,4% anno su anno). Cala invece Testaccio-Trastevere (-2,3%, 679 euro/mese), che nel 2025 era l’area romana più cara, mentre la zona più conveniente è Casal Lumbroso-Massimina-Ponte Galeria (447 euro/mese, +0,1%).   

Dove i prezzi continuano a crescere

Oltre a Roma, ci sono diverse altre importanti città universitarie in cui i prezzi continuano a salire in maniera rilevante rispetto a dodici mesi fa. Pescara è il caso più eclatante (+28,6%, 388 euro/mese), ma registrano aumenti a due cifre anche Trieste (+16,7%, 369 euro/mese), Palermo (+13,6%, 315 euro/mese), Bari (+12,2%, 426 euro/mese), Genova (+11,9%, 408 euro/mese), Pisa (+10,7%, 364 euro/mese) e Pavia (+10,2%, 400 euro/mese). Interessante, in particolare, il caso di Genova, che è uno dei mercati più vivaci in assoluto: infatti, nel capoluogo ligure crescono contemporaneamente canone medio, offerta disponibile (+44,5%), pressione di domanda (+12,3%) e contatti totali (+10,4%), segno di un interesse diffuso che riesce a tenere il passo di uno stock in espansione.   

La classifica delle città più e meno costose

Detto delle tre città più costose per affittare una stanza singola – Milano, Firenze e Roma – al quarto posto si trova Bologna, che perde due posizioni rispetto a dodici mesi fa a causa di una flessione dei canoni del 7,5% (585 euro/mese). Bergamo guadagna ben sei piazze, passando dall’undicesima alla quinta, grazie a un incremento dei prezzi dell’8,3% (504 euro/mese). Padova è sesta e scende appena sotto i 500 euro/mese (-1,1%), precedendo Torino (479 euro/mese, +0,5%), Brescia (478 euro/mese, -7,9%), Verona (473 euro/mese, +0,1%) e Venezia (456 euro/mese, +0,7%). Trento, che l’anno scorso occupava il quinto posto, scala al dodicesimo in seguito a un decremento dei canoni del 18,3% (444 euro/mese). Passando ai tre centri più convenienti, non si notano variazioni rispetto allo scorso anno: si tratta di Foggia (259 euro/mese, +4%), Catanzaro (251 euro/mese, +3%) e Chieti (240 euro/mese, +5,2%).   

L’andamento dell’offerta

Analizzando, infine, l’offerta, nell’ultimo anno la disponibilità di stanze singole sul mercato, considerando gli annunci pubblicati su Immobiliare.it, è diminuita del 15% circa a livello nazionale, ma alcune città sono in decisa controtendenza. Venezia, per esempio, registra addirittura una crescita a tre cifre (+115,4%), ma lo stock si amplia in maniera significativa anche a Firenze (+95,2%) e Ferrara (+72,7%).