Domani, 8 novembre, Peschiera rivive la celebre giornata del 1917 quando nella palazzina storica si svolse il famoso convegno tra Re Vittorio Emanuele III e gli alleati di Gran Bretagna e Francia che si rivelò determinante per le sorti della prima Guerra Mondiale. Per l’occasione domani l’associazione Sala storica prevede diversi momenti significativi e di attualità. Innanzi tutto, come spiega il presidente dell’Associazione Sala Storica Roberto De Razza, verrà riconsegnata agli eredi del soldato Gaetano Colella, nato a Marcianise (Caserta) nel 1894 e morto nella battaglia di Monte Pertica il 24 maggio 1918 la piastrina di riconoscimento. Piastrina che è stata ritrovata dalla squadra di recuperanti che collabora con la Sala Storica nei pressi di Brentonico. Colella venne seppellito nell’ossario perché non c’erano traccia che potessero consentire di risalire alla sua identità. Ora che la piastrina di riconoscimento è stata ritrovata, verrà riconsegnata al pronipote che sarà presente con la figlia. La cerimonia di consegna sarà preceduta da un approfondimento storico su quanto avvenuto nella convegno di Peschiera del 1917 grazie all’intervento di Marco Cimmino, noto come l’Argonauta, al quale verrà consegnato il premio Linea del Piave che nel 2019 andò allo storico Giordano Bruno Guerri. Cimmino si soffermerà su alcuni aspetti di quel tempo analizzando verità e bugie sulla Prima Guerra mondiale. Sarà anche possibile visitare il museo con i reperti della Grande Guerra. L’incontro di Peschiera dell’8 novembre 1917 avvenne dopo che per due giorni a Rapallo, a pochi giorni dalla sconfitta di Caporetto, si tenne una conferenza di guerra a cui parteciparono i rappresentanti del Regno d’Italia, della Gran Bretagna e della Francia. La conferenza che si svolse in due giorni, il 6 e 7 novembre, non riuscì a convincere gli Alleati che l’Italia fosse pronta e determinata a continuare la guerra e l’ 8 novembre 1917, gli stessi rappresentanti a cui si uni Re Vittorio Emanuele III si incontrarono nuovamente a Peschiera del Garda, dando vita al ben più importante Convegno di Peschiera. Quell’incontro durato tre ore, al primo piano di una palazzina sede di una scuola elementare a ridosso delle vecchie mura della fortezza del quadrilatero della Guerra 1848-49, in quei giorni adibita a Comando di Battaglione, vedrà il sovrano italiano protagonista dello stesso. Vittorio Emanuele III riprese in mano la situazione militare e il comando lasciato fino a quel momento al Parlamento e al generale Cadorna e soprattutto riuscirà a convincere le delegazioni alleate che l’Italia era tutt’altro che sconfitta. La possibilità paventata in alcuni ambienti di chiedere una tregua agli Imperi centrali venne assolutamente scartata dal Re. L’Esercito avrebbe tenuto la linea del Piave ad ogni costo e la determinazione di quel giorno, lo trasformeranno nell’immaginario collettivo delle truppe al fronte e della popolazione civile nel «Re soldato». Lo stesso giorno verrà ufficializzato il cambio della guardia, alla testa del Regio Esercito con la sostituzione del generale Cadorna, con il pari grado Armando Diaz. Da quel giorno cominciò l’operazione militare che culminerà nella vittoria finale con l’eroica battaglia di Vittorio Veneto e la successiva resa dell’esercito imperiale austro-ungarico ufficializzata il successivo 4 novembre.



