«Se la destra capisce che la remigrazione è quello che gli italiani stanno chiedendo manterranno il consenso che hanno o hanno avuto in questi anni nonostante l’uscita di Vannacci e la conseguente spaccatura che si creerà nel centrodestra». Con queste parole Carlo Cardona, referente di Casapund, ha commentato l’uscita del generale dalla Lega durante la presentazione del Comitato di Remigrazione che si è tenuta oggi al Liston 12. E una spaccatura nel centrodestra si creerà sicuramente anche perché, secondo Cardona, l’elettore medio meloniano è ora scontento dell’operato della premier. «Se invece si farà – ha sottolineato Cardona – un’analisi logica rispetto a qual è il tuo posizionamento, qual è il tuo elettorato e cosa ti sta chiedendo, magari (senza arrivare alla remigrazione tout court) però effettivamente andando nella direzione di quella che è stata la grande promessa elettorale, forse non avrai questo smottamento di voti». Dopo le oltre 70 mila firme raccolte nelle prime 24 ore il Comitato si adopererà quindi per fare in modo che la proposta di legge sulla remigrazione venga di fatto approvata. «La Legge – evidenzia Cardona – propone che vanga revocata la cittadinanza alle persone che si macchiano di crimini gravi. La seconda parte – continua – è quella di dirottare i circa cinque miliardi oggi dedicati al sistema dell’accoglienza per attuare dei veri e propri strumenti sociali. Degli aiuti concreti per le persone che volontariamente decideranno di aderire al programma di emigrazione, cioè di ritornare in patria con l’ausilio Stato italiano». Letteralmente dunque «remigrazione» significa far remigrare «indietro» al luogo di origine. Secondo il sito dell’Accadima della Crusca però potrebbe rimarcare il un significato più eufemistico di «espulsione forzata». E probabilmente è da questo connotato abbastanza estremista che il Comitato si vuole allontanare. «Sono gli italiani che chiedono la remigrazione – ha detto Cardona -. In Europa c’è un trend per l’accoglienza, l’abbiamo visto in questi anni. La sinistra fa la parte politica, il lavoro sporco di quelli che sono interi settori dell’economia europea che se non ci fosse la manodopera degli immigrati non potrebbero andare avanti. E comunque, voglio dire, in qualsiasi posto, se tu arrivi e spacchi la testa a uno, non c’è diritto di starci. Noi vogliamo rimediare a questo. lo penso che la destra istituzionale stia un po’ giocandosi la credibilità su questa cosa. Non stanno seguendo il volere del popolo e la gente non capisce più perché», ha concluso.
Giulio Ferrarini



