Technital, leader nella lotta al dissesto

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Sempre più interventi contro il rischio idrogeologico: dopo la messa in sicurezza della frana di Patacciato, in Molise (un appalto da 27 milioni), la veronese Technital sta intervenendo a Civitacampomarano (Campobasso) dove dal 2017 una frana sta interessando il lato nord della dorsale su cui poggia l’abitato.
Civitacampomarano ha un particolare pregio culturale: l’abitato sorge su una rocca, dominata dall’imponente Castello Angioino-Aragonese, noto per il tradimento di Paolo di Sangro, che nel 1442 si schierò con gli Aragonesi nella battaglia di Sessano del 1442. Oggi Civitacampomarano è un celebre museo a cielo aperto grazie alla Street Art.
L’ intervento è per complessivi 8,2 milioni di euro: il progetto prevede la regimazione e disciplina delle acque superficiali per limitare le infiltrazioni e contenere gli incrementi di pressione nel sottosuolo, l’installazione di sistemi di drenaggio profondo e di dreni sub-orizzontali per ridurre le pressioni lungo la superficie di scivolamento, interventi strutturali per trasferire e contrastare gli sforzi tangenziali mediante rete chiodata, tiranti passivi collegati a cordoli fondati su micropali e collegamenti a formazioni geologiche più resistenti e, infine, l’impiego di tiranti attivi e cordoli su micropali per incrementare lo sforzo normale e migliorare la stabilità globale del pendio.
Un insieme coordinato di misure che combina controllo idraulico e consolidamento strutturale secondo metodologie aggiornate di ingegneria dei versanti. L’avvio dei lavori è previsto entro la fine del 2026.
L’approccio progettuale definito da Technital integra interventi idraulici e geotecnici in un’unica strategia di stabilizzazione. Alla base del dissesto ci sono dinamiche tipiche dei fenomeni complessi di versante: infiltrazioni, incremento delle pressioni interstiziali e riduzione della resistenza al taglio lungo superfici di scivolamento profonde.
«Quando parliamo di frane complesse – e i casi sotto i riflettori nazionali lo dimostrano – l’elemento che spesso fa la differenza è l’acqua nel sottosuolo: intercettarla, governarla e ridurre le pressioni è il primo passo per restituire stabilità a un versante – spiega Simone Venturini, Direttore Tecnico e Consigliere Delegato di Technital –. A Civitacampomarano abbiamo adottato un modello integrato che combina drenaggio profondo e interventi strutturali con tiranti e micropali. È lo stesso approccio che, con le dovute differenze di scala, è necessario applicare anche nei contesti più estesi e complessi».