Teleriabilitazione, a Verona quasi 300 pazienti si curano a casa

Seguire il percorso di riabilitazione da casa, davanti ad un pc o ad uno smartphone. Senza spostamenti, ottimizzando tempo e risorse. Succede ai quasi 300 i pazienti presi in carico in tutto il territorio dell’ULSS 9 dall’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione dagli ospedali di Marzana-Verona e Bovolone, che dopo la pandemia ha sviluppato questa nuova modalità di riabilitazione attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione tra cui sensori e realtà virtuale.
I vantaggi sono molteplici: in primis, la comodità per i pazienti e i loro familiari che invece di recarsi nelle palestre riabilitative possono svolgere gli esercizi assegnati nelle stanze di casa, seguiti online dai fisioterapisti che li guidano come se fossero a tu per tu. Quindi, un significativo miglioramento delle liste d’attesa grazie ai posti liberati dalla ginnastica a domicilio.

Come funziona la teleriabilitazione 

La Riabilitazione di Marzana-Verona dispone di quattro strumenti per la riabilitazione virtuale e la teleriabilitazione, due apparecchiature dell’azienda Khymeia e due dell’azienda Eulerial. Le tecnologie lavorano principalmente tramite sistema bio-feedback: prevedono l’utilizzo di
sensori inerziali e magnetici che comunicano con un PC e consentono al paziente di visualizzare il proprio movimento in uno schermo TV e ricevere un feedback visivo rispetto al movimento effettuato. L’interfaccia visiva è simile a quella dei videogiochi oppure utilizza un avatar che riproduce il movimento del paziente.
I pazienti possono quindi proseguire la riabilitazione al proprio domicilio, avendo con sé un tablet fornito dall’ULSS9 Scaligera, con il quale eseguono i programmi di esercizi personalizzati in base alle proprie esigenze; i tablet ricevono le informazioni sul movimento eseguito dal paziente grazie ai sensori inerziali che il paziente applica facilmente sulle parti del corpo tramite fascette; in alternativa al tablet il paziente può scaricare sul proprio cellulare un’APP, ancora più semplice ed intuitiva, anch’essa con un programma di esercizi personalizzati.
Tablet e APP sfruttano la realtà virtuale non-immersiva, si basano sulla simulazione di scenari capaci di catturare l’attenzione del paziente e stimolarne motivazione e compliance al trattamento e sull’utilizzo del movimento del paziente come dispositivi di input. Il paziente muovendosi interagisce con lo scenario, raggiunge gli obiettivi richiesti, e grazie a feedback visivi-sonori è in grado di correggere i propri
errori e apprendere da essi per migliorarsi.
Avviata in via sperimentale a Marzana durante e dopo la pandemia, la teleriabilitazione è poi arrivata anche in altre strutture ULSS 9: nell’aprile 2023 sono state consegnate le tecnologie anche presso il gruppo di lavoro del reparto UOC di Riabilitazione dell’Ospedale di Bovolone; a gennaio 2024 è stato avviato il lavoro del gruppo età evolutiva presso il distretto territoriale di Verona -via del Capitel;
infine, a dicembre 2025, le tecnologie per la riabilitazione virtuale e teleriabilitazione sono state consegnate al servizio di fisioterapia dell’ospedale di San Bonifacio, a beneficio dei pazienti seguiti negli ambulatori di fisioterapia del “Fracastoro”.

Nel corso degli anni l’attività in regime di teleriabilitazione è costantemente aumentata passando da 26 pazienti presi in carico nel 2022, 99 nel 2023, a 142 pazienti nel 2024. Per il 2025 i dati presentano un aumento esponenziale dei pazienti presi in carico in tutto il territorio ULSS 9 arrivando a quasi 300 globalmente. A queste si aggiungono le donne operate al seno e seguite per la fase di recupero dalle UOC di Bovolone e San Bonifacio. Anche qui la teleriabilitazione gioca un ruolo fondamentale per agevolare le pazienti in questa delicata fase del percorso di cura e per far sì che i trattamenti vengano effettuati con continuità. La riabilitazione da casa avviene
attraverso l’uso di un tablet in cui viene installato il programma predisposto ad hoc dagli specialisti per ciascuna paziente, che viene costantemente monitorata dal fisioterapista da cui è presa in carico. Ad oggi sono più di 20 le donne operate al seno che stanno seguendo questo percorso, su un centinaio di pazienti seguite dall’intera equipe del Dipartimento di Riabilitazione del l’ULSS 9.

La riduzione delle liste d’attesa

Nel 2025 la possibilità di prescrivere la teleriabilitazione ai pazienti dimessi dal reparto dell’Ospedale di Marzana-Verona ha inciso in modo rilevante sull’afflusso agli ambulatori di fisioterapia. Su 411 ricoveri, solo 30 (7%) pazienti hanno avuto bisogno di proseguire il percorso riabilitativo in ambulatorio, mentre 124 (30%) hanno potuto continuare il trattamento da casa grazie alla
teleriabilitazione. Un cambiamento organizzativo che ha contribuito in maniera significativa a ridurre le liste d’attesa per le prestazioni
fisioterapiche. Analogamente, l’Ospedale di Bovolone, grazie alla teleriabilitazione, ha registrato una riduzione delle prescrizioni di fisioterapia ambulatoriale nel periodo post-ricovero.

“IL successo della teleriaibilitazione è dovuta anche al team di professionisti che se ne occupano: fisiatri, fisioterapisti e logopedisti- spiega il Direttore del Dipartimento Transmurale di Riabilitazione dell’ULSS 9, Gaspare Crimi-. Sono loro a valutare se il paziente, al termine del ricovero, è idoneo alla teleriabilitazione, secondo criteri prestabiliti in base a patologia e condizione clinica. I numeri raggiunti fino ad oggi ci invitano a proseguire in questo percorso, indirizzato ad una vasta gamma di disabilità, dal motorio al cognitivo, per disabilità di origine
neurologica ed ortopedica. Le patologie più seguite sono: esiti di intervento di sostituzione articolare di anca o ginocchio, esiti di fratture, esiti di ictus oppure esiti di amputazione di arto inferiore. Gli esercizi personalizzati garantiscono di effettuare esercizi attivi allo scopo di incrementare forza, escursione articolare, capacità aerobica, equilibrio e possono essere utilizzati per la stimolazione logopedica e la stimolazione della sfera cognitiva. Attualmente l’AULSS9 propone la teleriabilitazione a tutte le fasce d’età: dai bambini passando dagli adulti fino agli anziani, anche gli ultraottantenni hanno ben accettato l’uso delle tecnologie, sono circa il 10%, anche se con iniziale scetticismo, si lasciano poi appassionare e si dimostrano soddisfatti del lavoro svolto.
“La teleriabilitazione è il link tra l’ospedale o l’ambulatorio e il domicilio, il modo migliore per accompagnare il paziente che sta concludendo il suo percorso riabilitativo verso una progressiva e completa autonomia- spiega Sofia Pesavento, Coordinatrice Fisioterpapista di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’ospedale di Marzana-.La somministrazione di un questionario di gradimento altermine del percorso ci ha consentito di monitorare anche la soddisfazione dei pazienti rispetto alle cure ricevute. La teleriabilitazione è stata valutata complessivamente (in media negli anni dal 90% dei pazienti) come un’ottima strategia per raggiungere gli obiettivi clinici, i pazienti lo considerano uno strumento
che ha un valore positivo nel recupero e si sono dichiarati disponibili a consigliarne l’uso a conoscenti ed amici”.