Tenta un ricatto a luci rosse, escort italo-marocchina arrestata dalla PS

La Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica scaligera, ha arrestato una cittadina italo-marocchina, ritenuta responsabile di una grave estorsione consumata in pregiudizio di un uomo veronese. Il modus operandi riscontrato dagli gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Verona ricalca lo schema tipico dei ricatti a sfondo sessuale. La vicenda ha avuto inizio a seguito di alcuni rapporti sessuali a pagamento che la vittima aveva consumato con la donna, la quale esercita l’attività di escort.

Successivamente agli incontri, la donna ha ricontattato l’uomo, avanzando una pressante richiesta di una notevole quantità di denaro contante. La dazione di denaro era finalizzata a comprare il silenzio della escort: in caso di rifiuto, infatti, la donna minacciava di sporgere una falsa denuncia querela per violenza sessuale nei confronti del veronese e di accusarlo, inoltre, di averle trasmesso una inesistente malattia. Sotto il peso delle continue e pressanti minacce e della forte coercizione psicologica, la vittima si è vista costretta a cedere al ricatto, concordando un appuntamento nel centro storico di Verona per la consegna del denaro richiesto. L’attività estorsiva è stata tuttavia interrotta grazie al tempestivo intervento dei poliziotti della Squadra mobile.

Gli investigatori, miratamente impiegati in uno specifico servizio di osservazione e pedinamento nel cuore della città, hanno monitorato a distanza l’incontro. Non appena l’uomo ha effettuato la consegna del denaro contante e la donna si è allontanata a piedi al fine di far perdere le proprie tracce, gli agenti sono intervenuti bloccandola tempestivamente.

La perquisizione immediata ha permesso di recuperare l’intera somma di contanti, che era stata consegnata pochi attimi prima dalla vittima alla donna per garantire il suo silenzio. Il denaro è stato interamente riconsegnato dagli investigatori alla persona offesa negli uffici della locale Questura. L’attività, svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Verona, costituisce riscontro di un’attività investigativa avviata immediatamente dopo la denuncia-querela resa dalla persona offesa. L’arrestata è stata condotta presso la locale casa circondariale di Verona-Montorio, a disposizione della competente autorità giudiziaria. L’arresto in questione si inserisce in una più ampia progettualità della Squadra mobile di Verona, finalizzata alla repressione dei reati contro il patrimonio.