Tosi “stravolge” il sistema sanitario. Ieri a San Zeno, l’intervento dell’ex sindaco “Purtroppo l’Italia è fanalino di coda in Europa per investimenti in questo campo”

Flavio Tosi, nella sua veste di ex Assessore Regionale alla Sanità, ieri al Chiostro dell’Abbazia di San Zeno, è intervenuto alla tavola rotonda: “Il futuro del sistema sanitario e socio sanitario tra pandemia e crisi economica”, promossa dal Consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza. Il parterre di relatori ha visto medici, professionisti del settore, dirigenti di strutture sanitarie e l’Università di Verona.
Proprio il professor Alfredo Guglielmi, in rappresentanza dell’ateneo veronese, partendo dalla formazione ha affrontato il tema della carenza di figure professionali, dai medici agli infermieri fino ai fisioterapisti e operatori socio-sanitari. Roberto Castello, direttore di Medicina Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, ha proiettato concretamente tale carenza nell’organizzazione degli ospedali e nella vita reale dei cittadini che subiscono lunghe liste di attesa per visite ed esami. La carenza di personale, unita all’invecchiamento della popolazione e al fenomeno della de-ospedalizzazione, è una delle cause anche della crisi di posti letto negli istituti per anziani, ha spiegato il direttore della casa di riposo dell’Immacolata di Lourdes di Pescantina, Massimo Piccoli. Francesco Spangaro ha introdotto il tema della medicina territoriale e ambulatoriale, poi sviscerato nello specifico dalla continuità assistenziale da Nicola Zanetti del COT dell’Ulss 9.
Molto approfondito l’intervento di Giuseppe Puntin, amministratore delegato dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera, sul rapporto complementare tra sanità pubblica e privata: entrambe operano per garantire un diritto pubblico e universale dei cittadini.
L’intervento di Tosi, già assessore alla Sanità della Regione Veneto, ha chiuso la tavola rotonda. Tosi si è soffermato innanzitutto sui numeri: “Il sistema sanitario del nostro Paese è sotto-finanziato rispetto ai Paesi europei più moderni che investono sulla salute dei cittadini 3 punti percentuali di Pil in più rispetto a noi. In soldi significa quasi 50 miliardi di euro che gli altri investono e l’Italia no. Pensate che se lo Stato mettesse anche solo un punto di Pil in più vorrebbe dire circa 16 miliardi, un miliardo e mezzo solo alla Regione Veneto. Una cifra colossale. Se l’Italia si mettesse al pari con i migliori Paesi europei aggiungendo 3 punti di Pil, dei quasi 50 miliardi complessivi 4 andrebbero da noi”.
Tosi poi ha detto che “il tema della carenza di medici e figure sanitarie professionali si risolve con l’autonomia. Oggi la Regione ha autonomia organizzativa in campo sanitario, eppure è lo Stato a decidere ancora quante e quali figure professionali il Veneto deve formare, invece dovrebbe deciderlo la stessa Regione. Questa è una delle 23 materie che sono nel pacchetto dell’autonomia e il prossimo Governo dovrà attuarla”.