Transizione 5.0,rispetto per le imprese

Anche Casartigiani Verona alza la voce e si unisce al compatto fronte di protesta delle associazioni di categoria contro i drastici tagli ai fondi di Transizione 5.0. La decisione del Governo di decurtare lo stanziamento in legge di Bilancio, facendolo crollare da 1,3 miliardi a soli 537 milioni di euro, rappresenta una vera e propria doccia fredda per il tessuto produttivo artigiano veronese e nazionale.
“Il passaggio prospettato dal Governo per il 2026, che sostituisce il credito d’imposta con l’iperammortamento, penalizza in modo inaccettabile i piccoli imprenditori,” dichiara la dirigenza di Casartigiani Verona. “Per le nostre realtà, il credito d’imposta è sempre stato lo strumento più rapido, vitale e accessibile per sostenere gli investimenti legati alla digitalizzazione e all’ammodernamento. L’iperammortamento, pur essendo una misura valida, risulta meno immediato e meno aderente alle specifiche dinamiche fiscali e di liquidità delle piccole imprese, motore dell’economia del nostro territorio”.
Le giustificazioni del Ministero dell’Economia, che rivendica la chiarezza dei patti fin dallo scorso 20 novembre, non bastano a rassicurare un comparto che vive di certezze per poter pianificare il proprio futuro. I continui cambi in corsa sulle normative e la mancanza del decreto attuativo per il 2026 minano profondamente il rapporto di fiducia tra lo Stato e le imprese, bloccando di fatto gli investimenti.
In vista dell’incontro decisivo convocato dal Governo per il 1° aprile, Casartigiani Verona chiede con fermezza all’Esecutivo di rivedere le proprie posizioni.