Trasformiamo l’eccedenza in dignità. Adele Biondani racconta la partnership tra il Banco Alimentare e Milano Cortina 2026

Nel 2025 il Banco Alimentare del Veneto ha recuperato oltre 5.700 tonnellate di cibo, trasformandole in circa 11 milioni e 400 mila pasti, per un valore economico che supera i 16 milioni di euro. A guidare questa rete fatta di 463 associazioni e 180 volontari e’ Adele Biondani, presidente del Banco Alimentare del Veneto Guido Biondani ODV. Un lavoro quotidiano che parte dal recupero delle eccedenze e arriva all’assistenza delle persone piu’ fragili, passando per magazzini, logistica e volontariato diffuso sul territorio.

Presidente Biondani, il Banco Alimentare nasce lontano dal Veneto. «Si, nasce nel 1967 negli Stati Uniti da un’intuizione semplice: recuperare cibo ancora buono per chi ne ha bisogno. In Italia arriva nel 1983 con Danilo Fossati e don Luigi Giussani. In Veneto parte nel 1993, dopo che mio padre assiste allo smaltimento di un camion di succhi perfettamente commestibili, buttati per un errore di etichettatura. Da li e’ iniziato tutto».

Che cosa fate oggi, concretamente? «Recuperiamo cibo buono ma non piu’ vendibile: errori di produzione, lotti di prova, prodotti stagionali, prossimi alla scadenza. Lo stocchiamo nei nostri magazzini di Verona e Padova e lo redistribuiamo».

A chi arriva questo cibo? «A 463 associazioni del territorio che ogni giorno assistono persone in difficolta’. Noi non facciamo assistenza diretta: sosteniamo chi e’ gia’ sul campo, permettendo di concentrare tempo ed energie sull’accompagnamento delle persone, non solo sull’emergenza alimentare».

Il lavoro e’ quasi tutto volontario. «E’ cosi’. Abbiamo otto collaboratori stabili, ma il cuore dell’attivita’ si svolge grazie ai circa 180 volontari. Seguono amministrazione, magazzino, logistica, rapporti con le aziende. Persone con competenze e voglia di mettersi in gioco».

Un progetto chiave e’ Siticibo. «E’ il recupero delle eccedenze cotte: mense, catering, eventi, purche’ il cibo non sia arrivato sul tavolo. Oggi vale circa il 15% di tutto cio’ che raccogliamo».

Da qui nasce anche la collaborazione con le Olimpiadi. «Si. E’ iniziata nel 2020 con i Mondiali di sci a Cortina e si e’ consolidata nel tempo. Durante Milano-Cortina recupereremo il cibo non servito nei villaggi olimpici e negli eventi, per il Veneto nelle aree di Cortina e Verona, in coordinamento con la rete nazionale dei Banchi Alimentari».

I numeri del 2025 raccontano la dimensione del fenomeno. «Abbiamo recuperato oltre 5.700 tonnellate di cibo: circa 11 milioni e 400 mila pasti distribuiti in un anno. Il valore economico supera i 16 milioni di euro».

Che messaggio lascia questa esperienza? «Che lo spreco non e’ inevitabile. Con organizzazione e responsabilita’, cio’ che viene scartato puo’ diventare aiuto concreto e dignita’ per migliaia di persone».

Christian Gaole