Trevisi: “Più poliziotti sulle strade”

Il consigliere regionale del Veneto Gianpaolo Trevisi, esponente del Partito Democratico, interviene nel dibattito consiliare sull’operazione Operazione Strade Sicure, chiarendo la posizione del gruppo dem: ci siamo astenuti, senza alcuna contrarietà ideologica, ma indicando misure realmente efficaci.
«I militari possono avere una funzione di presidio e deterrenza e questo va riconosciuto – spiega Trevisi – ma non raccontiamo ai cittadini che basti mandare l’esercito per risolvere i problemi. La sicurezza quotidiana la fanno gli operatori delle Forze di Polizia, preparati a lavorare tra la gente, gestire conflitti, intervenire nelle emergenze. Sono professionalità diverse e nella scuola di Polizia, che dirigevo, ne ho avuta piena cognizione. I giovani che venivano dalla vita civile erano fogli completamente bianchi da riempire, mentre coloro che provenivano dalle Forze Armate erano fogli bianchi, sui quali diverse cose dovevano essere cancellate, perché preparati in maniera completamente diversa. Per anni ho formato centinaia di Agenti e so bene cosa significa lavorare sul territorio.
Secondo il consigliere dem, la priorità è organizzativa prima ancora che numerica.
«So bene che nessuno ha la bacchetta magica e nonostante le promesse, per diverso tempo, le nuove assunzioni non riusciranno a coprire neanche i posti vuoti lasciati da coloro che andranno in pensione. Se “liberassimo” quel personale, grazie a nuovi concorsi per dipendenti civili dell’amministrazione dell’Interno o anche a lavoratori interinali, come é già successo in passato, e lo rimettessimo in servizio operativo, avremmo subito più pattuglie nei quartieri, più controlli, più presenza reale. Questa è la sicurezza che i cittadini chiedono, non le operazioni vetrina».
Trevisi critica poi l’approccio del centrodestra basato su continui “pacchetti sicurezza” e annunci:
«Aumentare pene o creare nuovi reati senza investire davvero su organici, mezzi, formazione ed equipaggiamenti significa fare propaganda. Le forze dell’ordine hanno bisogno di colleghi e strumenti, non di slogan».
«Non diciamo no per partito preso e per questo ci siamo astenuti sulla mozione – conclude Trevisi – ma non siamo disponibili a votare provvedimenti che servono solo a fare titoli, soprattutto poi quando l’interesse é quello di mostrare, con ulteriori emendamenti, quanto sia stato bravo, sino a questo momento, il governo, nonostante i numeri non gli diano ragione, a gestire la sicurezza, che è una cosa molto seria.”