Dal punto di vista logistico tutto è filato liscio: navette efficienti senza attesa
Milano-Cortina 2026: un trionfo epico che ha illuminato l’Arena di Verona e il cuore di tutta Italia! Ieri sera, la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali ha conquistato il mondo con uno spettacolo impeccabile, un’organizzazione perfetta e un’onda di emozioni pure che ancora ci fanno battere il cuore più forte. Tutto è filato liscissimo, dalla logistica magistrale ai momenti di pura magia artistica, dimostrando che Verona e l’Italia sanno organizzare eventi di livello assoluto, lasciando un’eredità indelebile di orgoglio e unità. Immaginate di arrivare a Piazza Bra con la città che vibra di energia: navette efficienti vi portano dritti al cuore dell’evento, senza un secondo di attesa. Cinque varchi di sicurezza, rapidi e professionali, vi accolgono con una rete di controlli che infonde solo serenità, permettendovi di godervi ogni istante senza preoccupazioni.
E poi i volontari: sorrisi contagiosi, mani tese per guidarvi, un’accoglienza calorosa. Nessun intoppo, solo perfezione logistica che ha gestito migliaia di persone con maestria assoluta. Entrati nell’Arena, quel capolavoro antico di notte toglie il fiato: pietre millenarie illuminate da luci calde, cielo stellato sopra di voi, cerchi olimpici che brillano al centro. Un’ora e un quarto di attesa? Volata via in un soffio. Puntuale alle 20:30, lo spettacolo decolla. Sì, i primi minuti dinamici con richiami all’opera lirica e stereotipi italiani non hanno entusiasmato più di tanto, in particolare lo scrivente. È stato però (e fortunatamente…) solo l’antipasto di una serata epica. La sfilata degli atleti, accompagnata da successi senza tempo della musica italiana, ha scatenato applausi scroscianti per tutte le rappresentative, con picchi – ovviamente – per il fantastico e Team Azzurro. Pelle d’oca sull’inno di Mameli. L’ammainabandiera olimpica, con i sindaci di Milano e Cortina che passano il simbolo ai francesi per il 2030, è stato un gesto carico di gratitudine e malinconia: un addio a giorni di gloria che mancheranno a tutti. Picchi artistico con Roberto Bolle, icona mondiale della danza, che si è esibito con grazia assoluta in una performance di grande impatto, un mix tra classico e innovativo, che ha davvero incantato. Momenti dance con giovani e atleti hanno trasformato le gradinate in una festa contagiosa, chiudendo con sorrisi e gioia pura. Giovanni Malagò, nel suo discorso vibrante, ha celebrato l’Italia: “Ben fatto, avete mantenuto le promesse! Questa edizione ha aperto un nuovo capitolo nella storia olimpica”. Esaltata la multiterritorialità, un modello innovativo che ha portato i Giochi di Milano Cortina 2026 nelle piazze italiane, unendo comunità lontane in un abbraccio unico.
Miliardi di spettatori globali hanno scoperto l’Arena in tutta la sua maestosità, invidiata in tutto il mondo: non più solo tempio lirico, ma arena universale di emozioni collettive. Per Verona, questo è stato un momento storico, irripetibile.La chiusura della cerimonia è stata affidata alla voce di Achille Lauro: bravo, certamente, ma forse un po’ fuori luogo. Qualche voce critica? Una minoranza che ha perso di vista la grandezza: il piccolo disagio non offusca il trionfo epico che Verona ha regalato al mondo. Ospitare la chiusura olimpica ha elevato la città agli occhi del pianeta, un orgoglio collettivo. E ora, con il cuore che batte forte, guardiamo al 6 marzo: l’apertura dei Giochi Paralimpici all’Arena di Verona, un’altra sfida, un altro momento probabilmente irripetibile, il simbolo dell’inclusione vera. Non parole ma fatti: brividi, emozioni amplificate da quelle pietre antiche, un’occasione per brillare ancora e mostrare al mondo la nostra anima inclusiva. Verona è pronta per questa nuova pagina di Milano-Cortina 2026: perché la fiamma, sia chiaro, è ancora accesa!
Alberto Cristani



