Tubercolosi nel carcere di Montorio, Bigon: “Superato ogni limite di umanità”

“I drammatici fatti denunciati dall’Associazione ‘Liberi Liberi Art.27’ all’interno della Casa Circondariale di Verona — con un caso di tubercolosi isolato e un detenuto di 40 anni morto di cancro in cella — confermano che la situazione sanitaria a Montorio ha superato ogni limite di accettabilità e umanità”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon sulla gestione medica degli istituti di pena. “La perdita della libertà non può coincidere con la cancellazione del diritto alla salute. La Regione Veneto ha il dovere di mettere subito a disposizione le risorse necessarie per garantire cure adeguate e colmare la cronica carenza di medici e psicologi nelle strutture”.

Le criticità sanitarie sono aggravate da un sovraffollamento fuori controllo: il tasso di affollamento negli istituti veneti è esploso, crescendo dal 134% del 2023 al 149% del 2025 (ben 25 punti sopra la media nazionale). Verona è maglia nera con un tasso record del 184,78% e una presenza del 50% di detenuti stranieri, che comporta enormi complessità linguistiche e culturali. A fronte di questa pressione insostenibile, il personale è ridotto all’osso: mancano agenti di polizia penitenziaria e gli educatori sono pochissimi, con un rapporto drammatico di appena uno ogni 73 detenuti in tutto il Veneto.

“Chiediamo che l’Amministrazione Penitenziaria e le autorità facciano piena luce sulle procedure adottate per questi tragici episodi”, conclude Bigon. “Lo Stato di diritto non può essere sacrificato. La Regione non si volti dall’altra parte e intervenga subito per restituire dignità al sistema penitenziario, tutelando la salute dei detenuti e le condizioni di lavoro degli operatori che ogni giorno gestiscono questa emergenza”.