Turismo, dati record nel weekend di Pasqua a Verona e sul Lago: più 18,6% rispetto al 2025

La Cronaca lo aveva anticipato: la crisi in Medio Oriente e le tensioni sul petrolio hanno portato numeri da record nell’afflusso dei turisti, anche dell’ultima ora, per Pasqua 2026 nella località scaligere. Piuttosto che affrontare lunghi viaggi e maggiori rischi, le sponde gardesane e la nostra città d’arte hanno catalizzato l’interesse. I dati di HBenchmark per Destination Verona Garda Foundation raccontano una destinazione che ha saputo attrarre turisti stranieri, italiani, che ha intercettato le persone di passaggio e registrato numeri davvero importanti. L’occupazione media per Verona ha raggiunto l’87%, con un balzo in avanti di oltre 15 punti percentuali rispetto al 2025. Nel Comune di Verona si è sfiorato il tutto esaurito, toccando punte del 95% nella notte di sabato, mentre la provincia ha risposto con un solido 80%. Il Lago ha fatto addirittura meglio, superando del 18,6% i dati del 2025

Molto probabilmente nel 2025 il calendario aveva “diluito” i flussi: la presenza di ponti vicini tra loro aveva dato ai viaggiatori più opzioni, frammentando la domanda. Quest’anno, invece, la domanda si è concentrata con forza sul weekend pasquale.

“È stata una Pasqua molto intensa, che conferma quanto la destinazione sia capace di attrarre in modo equilibrato sia sulla città sia sul lago. Il dato più interessante è proprio la qualità di questa crescita: più presenze, ma con dinamiche diverse tra i territori e una buona capacità di distribuzione dei flussi”, spiega Paolo Artelio, presidente Destination Verona Garda. “Da un lato Verona continua a lavorare su soggiorni brevi e molto concentrati, dall’altro il Garda si conferma una destinazione di permanenza più lunga e internazionale. È un equilibrio che rafforza l’intero sistema e su cui dobbiamo continuare a lavorare.»

In città e nel territorio la Pasqua ha avuto il ritmo delle grandi occasioni. Il Comune ha lavorato praticamente a pieno, con una media superiore al 90% e picchi fino al 95% nella notte di sabato, mentre la provincia si è attestata attorno all’80%, confermando una buona distribuzione dei flussi anche fuori dal centro.

Il dato più interessante è forse quello legato alle dinamiche di mercato. In città si rafforza in modo evidente il peso dei tour operator rispetto allo scorso anno, segno di una domanda più organizzata e programmata. In provincia, invece, crescono le prenotazioni attraverso le OTA, che guadagnano spazio rispetto ai canali diretti.

Anche il mix delle provenienze racconta un cambiamento: Verona città ha parlato più italiano, con un incremento della componente domestica, mentre la provincia ha visto tornare con forza il mercato tedesco. Nel centro storico, dove l’occupazione media ha superato il 91%, le OTA rappresentano circa il 60% delle prenotazioni, con un pubblico composto soprattutto da italiani, seguiti da inglesi, svizzeri e tedeschi. La permanenza media si conferma stabile attorno alle 3 notti, mentre il confronto con il lago evidenzia modelli di soggiorno diversi ma complementari.

«È bello vedere la conferma di quanto avevamo già anticipato nei giorni scorsi: i dati sono molto buoni e le previsioni su venerdì e sabato si sono rivelate sostanzialmente corrette. Va riconosciuto anche il lavoro degli albergatori, che sono riusciti a mantenere le tariffe in linea con quelle della Pasqua precedente, nonostante il contesto”, dice il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona Maurizio Russo. “Considerando che quest’anno la Pasqua era particolarmente anticipata, il meteo è stato senza dubbio uno degli alleati più importanti”, prosegue Russo. “Un altro elemento interessante riguarda il mercato: quello italiano si è mosso dopo quello straniero, ma nel corso del weekend ha recuperato fino a raggiungere una sostanziale parità”.

Sul Garda la Pasqua è stata ancora più intensa. L’occupazione media ha raggiunto il 90%, con una crescita di oltre 18 punti percentuali rispetto al 2025. L’Alto Lago ha superato il 90% con punte fino al 96% nella notte di sabato, mentre il Basso Lago si è attestato attorno all’89%, con picchi oltre il 92%. Anche qui la domanda si è concentrata sul weekend, sostenuta dal calendario e dal meteo favorevole, ma con una capacità del territorio di distribuire bene i flussi tra le diverse aree. Dal punto di vista delle prenotazioni, si conferma una forte presenza delle OTA, che rappresentano oltre il 35% del totale, con una distribuzione abbastanza omogenea tra Alto e Basso Lago. La permanenza media resta più lunga rispetto alla città e si attesta intorno alle 4 notti, confermando la vocazione del lago per soggiorni più distesi.

Sul fronte dei mercati, la Germania si conferma protagonista assoluta, arrivando a coprire fino a due terzi delle prenotazioni in alcune aree. Seguono gli italiani, con una quota tra il 20% e il 25%. Nell’Alto Lago si registra una crescita diffusa delle principali nazionalità storiche, mentre nel Basso Lago si nota una maggiore diversificazione, con un leggero calo dei tedeschi compensato dalla crescita di austriaci e turisti del Nord Europa. “Possiamo definire senza esitazioni quella del 2026 una Pasqua eccezionale. Il dato più importante è che la performance è stata molto buona in maniera diffusa su tutto il territorio”, dice Ivan De Beni, presidente Ivan De Beni.

“Accanto ai numeri, ci sono però anche alcune dinamiche interessanti che abbiamo rilevato confrontandoci con gli operatori. Sicuramente il last minute ha avuto un ruolo determinante, con un’accelerazione delle prenotazioni proprio negli ultimi giorni prima della Pasqua. Ma, oltre a questo, è riemerso un fenomeno che da tempo non si osservava: quello del cosiddetto “passante”. Molte strutture hanno registrato arrivi di clienti senza prenotazione, viaggiatori di passaggio che, trovandosi sul lago o decidendo all’ultimo momento di raggiungerlo, hanno scelto di fermarsi. È un segnale molto interessante, perché indica un ritorno a una maggiore dinamicità del mercato. Negli ultimi anni eravamo abituati a un sistema più statico, con prenotazioni effettuate con largo anticipo o concentrate nel last minute. In questa Pasqua, invece, si è aggiunto anche questo elemento del passaggio, che è estremamente positivo e ci fa guardare con fiducia all’andamento della stagione, pur ricordando che siamo solo all’inizio”.