Il turismo veronese continua a correre e nel 2025 raggiunge un nuovo traguardo storico: per la prima volta le presenze turistiche sfiorano quota 20 milioni di pernottamenti (19,9 milioni), superando del 10,5% i livelli del 2019, ultimo anno pre-pandemia. Un risultato che conferma la capacità attrattiva del territorio e il ruolo sempre più centrale della provincia di Verona nel panorama turistico nazionale e internazionale. È quanto emerge dal report sui flussi turistici provinciali pubblicato dal Centro Studi che analizza l’andamento del settore nel corso del 2025.
A trainare la crescita sono soprattutto i visitatori stranieri, che rappresentano ormai quasi l’80% delle presenze complessive e superano i 15,7 milioni di pernottamenti. La Germania si conferma il principale mercato di riferimento, seguita da Paesi Bassi, Regno Unito e Austria. Se il dato delle presenze certifica l’ottimo stato di salute del turismo veronese, il vero elemento di novità del report è rappresentato dal focus dedicato al tasso netto di utilizzo dei posti letto delle strutture (ovvero al netto dei periodi di chiusura stagionale).
L’analisi evidenzia una performance particolarmente positiva del sistema ricettivo provinciale. Nel 2025 il tasso medio di utilizzo netto dei posti letto alberghieri raggiunge il 55%, superando la media nazionale che si ferma al 53,3%. Un risultato sostenuto in particolare dagli alberghi a 4 e 5 stelle, che sfiorano il 60% di utilizzo medio annuo; anche il comparto extralberghiero mostra risultati superiori al dato italiano, attestandosi al 38,5%, contro una media nazionale del 35,7%.
Un risultato che conferma non solo la forte attrattività turistica della provincia, ma anche la capacità delle strutture ricettive veronesi di trasformare l’offerta disponibile in pernottamenti effettivi, generando valore economico per il territorio.
Il confronto tra le principali destinazioni provinciali offre ulteriori spunti di interesse. Il Lago di Garda Veneto, che concentra oltre il 75% delle presenze complessive della provincia, registra un tasso di utilizzo netto dei posti letto pari al 58,2% nel comparto alberghiero e al 41,9% nell’extralberghiero, confermando l’ottima capacità attrattiva della principale destinazione turistica veronese. Ancora più elevato il dato della Città di Verona, che raggiunge il 62% nell’alberghiero, il valore più alto dell’intera provincia, grazie a una domanda distribuita lungo tutto l’anno e sostenuta dal turismo culturale, fieristico e congressuale.
Il report dedica inoltre un approfondimento agli otto comuni lacustri, che da soli generano oltre l’87% delle presenze dell’intera destinazione gardesana e circa due terzi dei pernottamenti provinciali. Qui il tasso di utilizzo netto dei posti letto raggiunge livelli particolarmente elevati: 60,5% nell’alberghiero e 42,9% dell’extralberghiero, con picchi nei mesi estivi che confermano il ruolo del Garda come una delle principali destinazioni turistiche internazionali del Paese.
Anche l’analisi dei Marchi d’Area evidenzia dinamiche interessanti. La Pianura dei Dogi registra il più elevato tasso di utilizzo alberghiero tra i quattro marchi (42,4%), seguita da Soave Est Veronese (40,5%), che si distingue anche per la migliore performance nel comparto extralberghiero (26,1%). La Valpolicella, sostenuta dalla crescita dell’enoturismo e della domanda internazionale, conferma un buon livello di occupazione dei posti letto, mentre la Lessinia, pur presentando valori più contenuti, mostra interessanti margini di sviluppo legati al turismo naturalistico e di prossimità.



