Il turismo veneto apre il 2026 con un andamento sostanzialmente in linea con lo scorso anno.
I dati provvisori elaborati dall’Ufficio di Statistica della Regione Veneto su base Istat registrano nel mese di gennaio 818.879 arrivi e 2.094.177 presenze, con una lieve flessione pari a -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel dettaglio, gennaio 2025 aveva registrato 823.067 arrivi e 2.102.213 presenze. Il confronto evidenzia quindi una variazione minima pari a -0,5% negli arrivi e -0,38% nelle presenze, confermando un quadro complessivo di sostanziale stabilità per il sistema turistico regionale. Si tratta di oscillazioni fisiologiche, anche considerando che gennaio rappresenta meno del 3% delle presenze turistiche annuali del Veneto, che nel 2025 hanno superato quota 74 milioni, e che piccoli scostamenti in questo periodo dell’anno non incidono sull’andamento complessivo del comparto.
Andamento delle destinazioni
L’analisi delle diverse tipologie di destinazione evidenzia un quadro complessivamente equilibrato. Il mare registra un incremento del +10%, pur trattandosi di numeri contenuti nel periodo invernale. Cresce anche il lago, che segna un +6%, mentre la montagna registra un +1%, sostanzialmente in linea con lo scorso anno.
All’interno del comparto montano, le Dolomiti, su cui le Olimpiadi invernali hanno determinato un contingentamento della clientela tradizionale dovuto alle esigenze logistiche dell’evento, segnano una lieve flessione dell’1,1%, dopo però l’ottimo andamento registrato negli ultimi mesi del 2025.
Le città d’arte registrano una lieve flessione pari a -1%, con Venezia sostanzialmente stabile (-0,1%) e Verona che mantiene livelli analoghi allo scorso anno.
Nel comparto termale si registra invece una flessione del -5,5%, comunque su volumi limitati tipici del periodo invernale.
Tra le singole destinazioni si segnala il dato positivo di Jesolo, che registra +5%, anche in questo caso su numeri ridotti legati alla stagionalità.
Un avvio d’anno equilibrato
La lettura complessiva dei dati evidenzia dunque un avvio d’anno sostanzialmente equilibrato, senza variazioni strutturali nei flussi turistici regionali. La lieve flessione registrata a gennaio appare inoltre coerente con il forte andamento registrato negli ultimi mesi del 2025, in particolare nelle destinazioni montane.
Il commento del presidente Massimiliano Schiavon
“Il turismo veneto dimostra ancora una volta un grande equilibrio tra le diverse destinazioni e la capacità del sistema di mantenere stabilità anche in un mese fisiologicamente marginale come gennaio” dichiara il presidente di Confturismo e Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon. “Il Veneto continua a confermarsi una destinazione turistica completa, capace di distribuire i flussi tra mare, città d’arte, lago, montagna e terme. Il lavoro delle imprese dell’ospitalità e degli operatori del settore resta fondamentale per mantenere alta la qualità dell’offerta e rafforzare il posizionamento internazionale della nostra regione”.



