Una ciclabiledi polemiche

(di Giulio Ferrarini)

“Qui, o qualcuno ha la memoria corta o gli assessori di allora non sapevano cosa stavano votando, oppure l’opposizione spera che i veronesi siano dei rimbambiti e che quindi li si possa far fessi raccontando cose esattamente opposte a quelle che hanno realizzato loro”.
Non usa mezzi termini l’assessore Federico Benini dopo le polemiche portate avanti da Nicolò Zavarise (Lega) e Paolo Rossi (Verona Domani) in merito al cantiere per la nuova ciclabile di viale Nino Bixio.
L’assessore si è rivolto direttamente ai cittadini con un lungo video sui social spiegando e mostrando i documenti che approvavano la ciclabile.
Secondo gli atti presentati da Benini infatti le ciclabili di viale Nino Bixio e via Preare arrivano da una delibera di giunta del 22 ottobre 2020, quando il primo cittadino veronese era Federico Sboarina. Benini ha poi elencato tutti i nomi degli assessori presenti tra i quali figurano tra gli altri Luca Zanotto, Marco Padovani, Daniele Polato e lo stesso Nicolò Zavarise.
“Tutto il centrodestra veronese votava questa delibera in cui veniva adottato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile”, evidenzia Benini.
“All’interno della delibera – ha proseguito l’assessore – l’allegato numero 2 è indicato come Biciplan.
Questo prevedeva esattamente uno dei progetti approvati dall’allora giunta Sboarina: era la ciclabile che collegava Parona con Borgo Trento, lo stesso percorso che stiamo realizzando, che passa in via Preare fino ad andare esattamente in viale Nino Bixio. Quindi questo è esattamente il progetto che ha approvato l’amministrazione Sboarina”.
All’interno di quel consiglio comunale il Pd, come ricordato da Benini aveva votato a favore.
“Noi quindi – ha concluso – eravamo e siamo d’accordo. Qualcuno invece era d’accordo, salvo poi, quando si tratta di realizzare le opere scatenarsi contro opere che provengono esattamente da loro stessi. Io sono abbastanza allibito da questo comportamento, un comportamento che mi pare da persone che fanno politica solo per prendere in giro i cittadini che appartengono alla loro comunità”.