Una nuova visione per lo sport. Luciano Buonfiglio: «Non vogliamo cambiare, ma evolvere»

Luciano Buonfiglio guida il Comitato Olimpico Nazionale Italiano dallo scorso 25 giugno. La Cronaca l’ha incontrato a Roma. Dalla conversazione è emersa una visione chiara: costruire un futuro dello sport fondato su sinergia, valorizzazione dei talenti e spirito olimpico, in vista dell’appuntamento simbolo del 2026, le Olimpiadi di Milano Cortina. Buonfiglio ha sottolineato come i risultati ottenuti in campo internazionale rappresentino «il metro più attendibile per misurare la salute del movimento sportivo italiano». Un traguardo che sancisce la solidità del sistema e la necessità di consolidare il lavoro comune fra federazioni, tecnici e istituzioni. «Vogliamo rendere sempre più osmotico il rapporto tra gli organismi sportivi e il CONI – ha affermato – anche grazie all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, così da dare profondità alle ambizioni collettive». Milano Cortina 2026 è il punto cardine di questa nuova stagione per lo sport italiano. Sarà la quarta Olimpiade ospitata in Italia e il presidente assicura che ogni energia è già concentrata sulla spedizione tricolore: «Vivremo un’esperienza indimenticabile grazie al talento delle nostre atlete e dei nostri atleti. La Preparazione Olimpica del CONI lavora in stretta collaborazione con FISI e FISG per garantire le condizioni migliori e raggiungere gli obiettivi prefissati». Ma le Olimpiadi, spiega Buonfiglio, non sono solo risultato sportivo: rappresentano anche un’eredità sociale e culturale. «Milano Cortina dovrà essere un modello per le nuove generazioni, un esempio di sostenibilità e inclusione. La legacy dei Giochi, tangibile e immateriale, deve proiettare nel tempo valori come la parità di genere e la consapevolezza ambientale, in linea con l’Agenda 2020+5 del CIO». Subentrato dopo il lungo ciclo di Giovanni Malagò, Buonfiglio parla di continuità: «Non vogliamo cambiare, ma evolvere. Siamo chiamati a mantenere e rafforzare la qualità che contraddistingue lo sport italiano, creando nuove opportunità e consolidando il nostro standing internazionale». Il passaggio di consegne con Malagò è stato naturale, segnato da confronto e rispetto reciproco. L’ex presidente, oggi membro CIO, continua a offrire la propria esperienza all’interno della Giunta Nazionale del CONI. Grande attenzione è riservata anche al rapporto con il Comitato Italiano Paralimpico, guidato da Luca Pancalli e ora dal presidente De Sanctis. «Con lui condivido un percorso basato su stima e collaborazione – spiega Buonfiglio. La sinergia con il CIP è imprescindibile: solo unendo le forze possiamo costruire un sistema realmente inclusivo e rappresentativo di tutto lo sport italiano». Le articolazioni territoriali del CONI rappresentano un presidio fondamentale. «I comitati regionali e provinciali diffondono ogni giorno i valori dello sport nelle scuole, nei centri e nelle associazioni. Penso al Trofeo CONI e alla sua capacità di connettere giovani, famiglie e comunità, generando un autentico investimento educativo e formativo». L’obiettivo del nuovo quadriennio è chiaro: rafforzare la centralità degli atleti e delle atlete, veri motori del movimento. «Parlo sempre al plurale – spiega Buonfiglio – perché lo sport è una costruzione collettiva. Le nostre eccellenze devono essere al centro delle politiche del CONI, per crescere insieme e continuare a far parlare di noi come Paese vincente. Dialogo, trasparenza e partecipazione rappresentano la bussola che guiderà le strategie future. Solo così potremo affrontare con unità e coraggio la sfida di Milano Cortina 2026».