Nel 2026, il primo morso di vipera arriva almeno un mese prima rispetto al solito. Le temperature miti delle scorse settimane hanno fatto sì che l’animale uscisse allo scoperto prima del tempo e, in fase di risveglio dal letargo, ha attaccato la bambina. Un caso analogo era già successo nel 2023, quando però l’anticipo della stagione delle vipere era stato nel mese di aprile.
Dalla presa in carico alle dimissioni. La bambina è stata prontamente presa in carico dai medici del Pronto soccorso pediatrico. E’ stata richiesta una consulenza al Centro antiveleni Aoui, diretto dal dott. Giorgio Ricci. Ci sono 4/6 ore di tempo per intervenire nel caso di un morso di vipera. A seconda del grado di complessità i sintomi che compaiono sono gonfiore della zona interessata (più o meno esteso), fino a nausea, vomito e diarrea nelle situazioni più gravi.
Al suo arrivo, la piccola paziente presentava un quadro clinico rassicurante: manifestava dolore locale e un modesto gonfiore della mano, senza segni di coinvolgimento sistemico né di aggravamento delle condizioni durante il periodo di osservazione. La gestione del caso è avvenuta secondo i protocolli previsti per i casi di lieve morso di vipera: con osservazione clinica, monitoraggio degli esami di laboratorio e controllo dell’evoluzione dei sintomi.
In questa occasione non è stato necessario l’impiego dell’antidoto. L’andamento clinico è stato favorevole e la bambina si è ripresa senza complicazioni, venendo dimessa il giorno dopo.
In Aoui c’è l’antidoto. Al Centro antiveleni è disponibile l’antidoto specifico per i morsi di vipera, che viene utilizzato solo nei casi in cui l’evoluzione clinica volga al peggio. Non si tratta più del vecchio siero, ormai ritirato dal commercio, ma di un prodotto tecnologicamente avanzato costituito dai “frammenti anticorpali”.
Casi rari, fondamentale la prudenza. Se il primo morso quest’anno è arrivato in netto anticipo, va ricordato che gli incontri con le vipere rimangono rari e, nella maggior parte dei casi, si risolvono senza conseguenze gravi.
Primo alleato è senza dubbio la prudenza. Con il ritorno di temperature più miti, anche la fauna selvatica riprende progressivamente la propria attività. Durante passeggiate ed escursioni è quindi sempre buona norma prestare attenzione a dove si mettono le mani e i piedi, soprattutto tra pietre, muretti a secco, cataste di legna o nell’erba alta.
“Questo caso di morso di vipera – ha detto Giorgio Ricci, direttore Centro antiveleni Aoui – si è risolto nel migliore dei modi: la bambina è stata dimessa il giorno dopo senza necessità di antidoto. Le temperature si alzano e assistiamo anche a cambiamenti nelle abitudini di questi animali. La raccomandazione è di fare attenzione ed essere prudenti. Dunque va ricordato durante le prime escursioni primaverili: la natura si sta svegliando e qualcuno potrebbe non aver ancora preso il caffè!”.



