L’Universita’ di Verona alza l’asticella e lo fa con una linea chiara: con la Rettrice Chiara Leardini l’ateneo vuole diventare molto piu’ di un luogo di formazione, trasformandosi in un motore strategico per il territorio, capace di attrarre talenti, produrre innovazione e trattenere giovani competenze. La Magnifica Rettrice Chiara Leardini ha condiviso con il Consiglio Comunale gli obiettivi del nuovo piano strategico 2026-2028. Al centro: studenti, ricercatori, attrattivita’, innovazione e internazionalizzazione. Ma gli stanziamenti del piano mantengono le promesse elettorali? Parrebbe di si’, soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento del legame tra studenti, ricercatori e citta’. Si e’ trattato di un momento importante per l’Universita’, che ha illustrato la propria strategia e gli obiettivi del prossimo triennio. «Il piano strategico e’ una visione condivisa di ampio respiro, un percorso per creare valore per l’Universita’ e il territorio. Il progetto per il futuro dell’Universita’ di Verona vuole fare dell’ateneo dinamico e in crescita, attento alla sua comunita’, a partire da quella studentesca non un’isola ma un attore centrale nello sviluppo del territorio. E’ questa la ragione della mia presenza oggi: un’occasione per condividere con la citta’ le linee di indirizzo strategico per i prossimi anni». Oggi l’Universita’ di Verona conta 28mila tra studenti e studentesse, posizionandosi al 28° posto a livello nazionale per numero di iscritti. Vanta 100 corsi di studio e 6 dipartimenti di eccellenza su 13 totali, con piu’ del 10% dei corsi in lingua inglese e oltre 600 progetti di ricerca negli ultimi 5 anni. Secondo le classifiche piu’ recenti, l’Universita’ sta attraversando un periodo di consolidamento e crescita nei principali ranking nazionali e internazionali per l’anno accademico 2025/2026. Sotto la nuova guida della Rettrice Chiara Leardini, l’ateneo si conferma tra i «Grandi Atenei Statali» (quelli tra i 20.000 e i 40.000 iscritti) con ottimi risultati soprattutto nella ricerca e nell’area medica. «L’Universita’ di Verona ha un bilancio di circa 150 milioni di euro, con costi fissi del personale e una spesa discrezionale pari a 77 milioni». Per spesa discrezionale si intende la parte di bilancio su cui la Rettrice e gli organi di governo hanno potere decisionale. Leardini spiega come questa cifra rappresenti un buon margine di manovra sulle linee strategiche future. La prima Rettrice donna della storia accademica veronese fa una scelta in controtendenza sul piano nazionale: investire sulla ricerca. Ma come? In primis, reclutando piu’ ricercatori, soprattutto in quella che viene definita «ricerca fine a se stessa», ossia quel tipo di ricerca su cui oggi non si investe abbastanza, in cui le aziende non investono, ma che permette scoperte fondamentali – come le nuove strategie personalizzate di cura del tumore al pancreas, emerse dalla cronaca degli ultimi giorni. Come promesso in campagna elettorale, la Rettrice punta anche sull’attrattivita’ e il rafforzamento del legame con il tessuto sociale ed economico locale: da una parte investendo in innovazione tecnologica, dall’altra stanziando 15 milioni per l’internazionalizzazione e per valorizzare gli spazi di aggregazione studentesca. L’obiettivo e’ permettere agli studenti di creare comunita’, formarsi, fare esperienze nel Terzo Settore e vivere un’esperienza universitaria a tutto tondo. Un’ispirazione che sembra guardare al modello di alcune citta’ europee e anglosassoni che da anni investono sulla qualita’ di vita, su una rete di servizi solida e sulla salute mentale degli studenti. Si tratta quindi di un piano strategico con progetti ambiziosi, in particolare quello dell’internazionalizzazione, che potrebbe favorire l’ascesa dell’UniVR nel ranking delle classifiche nazionali. Questo impegno trova spazio nel piano strategico alla voce «Agenda Territori Attrattivi» che ha il duplice obiettivo di rafforzare la capacita’ di trattenere e attrarre giovani talenti e competenze. Durante il discorso non sono mancate note amare. In primis, il calo demografico e la diminuzione degli iscritti che le universita’ italiane dovranno affrontare, con evidenti conseguenze: la riduzione del capitale umano giovane e formato e il venir meno dell’ascensore sociale. Altra criticita’: in Veneto, un giovane su due che si laurea nella regione va poi a lavorare altrove, nonostante come sottolineato dalla Rettrice «il nostro punto di forza sia certamente un contesto territoriale tra i piu’ dinamici del Paese, il Veneto e in particolare Verona, che si distingue come una citta’ con una forte presenza istituzionale ed economica, caratterizzata da un’elevata vivacita’ produttiva e una solida capacita’ innovativa». «Nonostante queste sfide, l’approccio della Rettrice che fa dell’attrattivita’ il fulcro del Piano Strategico – sottolinea l’importanza di iniziative come il Salone dell’Orientamento per attrarre futuri studenti, garantendo non solo una formazione di qualita’ ma anche ”un’esperienza di vita professionale sul nostro territorio e nella nostra citta”». La Rettrice ha chiuso il suo intervento in Consiglio Comunale ricordando che il 25 settembre di quest’anno anche Verona ospitera’ «La notte dei ricercatori», iniziativa promossa dalla Commissione Europea dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei.
Virginia Marchiori



