Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, rischia di togliere al Centrodestra quei punti di vantaggio che attualmente detiene sul Centrosinistra: una «minorité de blocage» capace di far saltare il Meloni-bis dato che appare complicato rimettere nuovamente dentro l’attuale maggioranza un vero e proprio «squalo in piscina». D’altro canto, avere a destra una posizione radicale, esclusa dai giochi di governo, può servire all’attuale governo per incassare voti più moderati le truppe di Carlo Calenda, ad esempio con una linea conservatrice «repubblicana». Resta il fatto che ora le opposizioni hanno quindi una chance insperata: come pensano di coglierla? Il Radar SWG ha cercato una risposta partendo dai valori fondanti della coalizione opponent? Con le elezioni politiche all’orizzonte lo schieramento del centrosinistra non ha ancora un perimetro definito. Non solo, sembra che anche la sua impronta valoriale e programmatica presenti delle criticità. A rilevare queste criticità non è solo l’opinione pubblica generale, bensì anche buona parte della base elettorale del centrosinistra. Emerge innanzitutto una percezione di eccesso di affidamento alle ideologie, la mancanza di una visione chiara del Paese che si vuole costruire in prospettiva e una discrepanza tra l’impianto valoriale promosso dai partiti e quello considerato importante dagli elettori. Appare diffusa, infatti, la sensazione di una carenza di attenzione delle forze di centrosinistra verso il tema del lavoro, che per la base dovrebbe essere prioritario. Ma non vengono sufficientemente messi in risalto anche L’altra dimensione potenzialmente problematica per il centrosinistra è il suo assetto, ovvero la sua composizione e la leadership. PD e AVS sono le uniche componenti ampiamente riconosciute come parte integrante del centrosinistra, per tutte le altre forze, compreso il M5S, l’appartenenza all’area progressista non sembra scontata. Quanto alla scelta del leader dello schieramento, non emerge una modalità chiaramente preferita, ma solo una lieve predilezione per le Primarie o per la regola del chi prende un voto in più esprime il leader. Vannacci però rimescola le carte e offre una chance insperata. Ci attendono diciotto mesi di una campagna elettorale che si preannuncia assai interessante.



