Veneto, ecco dove funziona e dove no

Secondo il Welfare Italia Index anche nel 2025 il Veneto si conferma al secondo posto nello stato di salute della sua popolazione (il primato spetta a Trento). E’ il miglior risultato ottenuto dalla nostra regione nel Welfare Index 2025.
Il Veneto si colloca poi al terzo posto in Italia per tasso di disoccupazione numero di giovani Neet e nella partecipazione a forme di previdenza complementare. Ma dato che altri indicatori ci vedono in ritardo, anche grave, il dato complessivo ci pone al quinto nella classifica generale delle Regioni italiane per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare con un punteggio di 75,5 su 100. “Welfare Italia Index 2025” è uno strumento di monitoraggio che prende in considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire. E’ realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA). Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator.
La Regione occupa la 5° posizione per spesa previdenziale media su popolazione over-65, con un dato di 1.488 euro rispetto ai 1.367 euro di media nazionale, e la 7° posizione per contributi sociali riscossi dagli enti di previdenza in percentuale del PIL (13,5% contro la media nazionale di 13,8%). Nella Top 10 anche per il contributo medio in forme pensionistiche integrative, con il 6,8% del reddito medio investito rispetto alla media nazionale del 7,7%. Tra gli indicatori in peggioramento rispetto al 2024 emergono la spesa sanitaria pubblica pro capite, in cui il Veneto figura in 18° posizione con una spesa di poco sotto la media nazionale: 2.161 euro a livello regionale, rispetto a una media nazionale di 2.294 euro. Sale invece in 13° posizione la spesa sanitaria privata pro capite, con 586 euro rispetto alla media di 615 euro.
Meno favorevoli gli indicatori relativi alle Politiche Sociali: il Veneto si posiziona al 18° posto per spesa pubblica per le politiche del lavoro in percentuale del PIL regionale (2,1% rispetto al 2,6% italiano) e 17° per importo medio di Assegno di Inclusione (641 euro contro una media di 770 euro).
Sul fronte della spesa pubblica per consumi finali per istruzione e formazione, in percentuale rispetto al PIL, si posiziona 20esimo, con il dato di 2,8% rispetto al 3,5% di media nazionale. La regione raggiunge il 13° posto invece per spesa media regionale per utente fruitore degli asili nido, con un dato di 6.443 euro a livello regionale a confronto della media nazionale di 7.850 euro.
Per quanto riguarda gli indicatori strutturali, il Veneto migliora ulteriormente la sua posizione rispetto al 2024 salendo al 3° posto con un punteggio di 76,0 su 100.
Estremamente positivo anche il dato sullo Stato di salute della popolazione, dove la regione si conferma al 2° posto dietro la Provincia Autonoma di Trento con un punteggio di 7,3, superiore rispetto alla media nazionale di 5,6. Anche per quanto riguarda l’occupazione, il Veneto brilla tra le Regioni italiane: si posiziona al 3° posto per minor tasso di disoccupazione della popolazione con più di 15 anni (3,0% rispetto al dato nazionale di 6,5%); e al terzo posto anche per minor numero di giovani NEET (che non studiano né lavorano) con una percentuale del 10,0%, rispetto alla media italiana ben più alta, che tocca il 17,2%. Inoltre, la Regione si colloca al secondo posto per minor tasso di part-time femminile involontario (10,3% vs 13,7% di media) e incidenza della povertà relativa familiare (5,2% vs 10,6% di media). La regione si colloca in 15° posizione della Regione per numero di pensioni di vecchiaia per 100 abitanti (19,1 ogni 100 abitanti contro il dato nazionale di 16,1 di media) e per tasso di dispersione scolastica, in cui figura 11° con il 9% a livello regionale (la media italiana è del 9,8%).