Si attesta a 490€ la spesa media sostenuta dalle famiglie venete nel 2025 per la bolletta idrica (nell’ipotesi di consumo 182 mc/anno), registrando un aumento del +7,0% rispetto al 2024. A livello nazionale, la spesa media è di 528€ a famiglia, con un incremento del +5,4% rispetto all’anno precedente.
La regione in cui si spende meno è il Molise (€274), che registra però l’aumento più consistente a livello regionale con il +17,5% rispetto al 2024. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Toscana (€770), dove l’aumento medio è del +2,9%.
Frosinone resta in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media annuale di 973€, mentre Milano si conferma il capoluogo più economico con 203€. Fra i capoluoghi di provincia, gli aumenti più consistenti si registrano a Reggio di Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%)
Notevoli permangono le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione; in Veneto, ad esempio, si va dai 569€ di Rovigo e Vicenza ai 423€ di Belluno.
In base agli ultimi dati Istat (anno 2022), la dispersione idrica raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano. In Veneto, la dispersione idrica media è del 35,5%. Il livello più alto nella regione si registra a Belluno (64,2%), mentre il più basso è registrato a Treviso (18,4%).
La fotografia emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2025 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone e un consumo annuo di 182 metri cubi. Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa media nazionale sarebbe di €415 con un risparmio di €113. Il risparmio medio annuo garantito dal bonus sociale idrico si attesta sui 115€



