Veneto protagonista nell’agricoltura bio

L’agricoltura italiana attraversa una fase di profonda trasformazione, guidata dall’innovazione tecnologica, dall’espansione del biologico e dalla crescita del settore biotech. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio Agrofarma, un report che, semestralmente, fornisce informazioni sullo stato dell’arte dell’agricoltura italiana e del comparto agricolo.
“I nuovi dati confermano la trasformazione strutturale dell’agricoltura italiana: innovazione digitale, biologico e biotecnologie non sono più traiettorie alternative, ma leve complementari per aumentare produttività delle imprese e sostenere la sostenibilità dell’intera filiera.” – ha dichiarato Paolo Tassani Presidente di Agrofarma-Federchimica. –La sfida oggi è accompagnare questo cambiamento con un quadro normativo chiaro, che aiuti la competitività dell’agricoltura italiana ed europea.”
Parlando di innovazione, l’Osservatorio Agrofarma richiama anche i dati dell’Osservatorio Smart AgriFood – Politecnico di Milano e Università di Brescia, che evidenziano una ripresa del mercato dell’Agricoltura 4.0, trainata anche dall’ingresso sempre più rilevante dell’Intelligenza Artificiale come tecnologia abilitante.
Cresce la fiducia tra le aziende utilizzatrici, che riportano benefici concreti e misurabili dalle soluzioni digitali adottate. Guardando invece alle tecnologie emergenti, le sperimentazioni regionali sui droni avviate dal 2022 stanno dando esiti molto positivi, soprattutto su vite, olivo e colture ad alto valore.
L’impiego delle più moderne tecnologie permette di ottimizzare l’uso degli agrofarmaci, un principio pienamente coerente con le migliori pratiche agronomiche e che supera il semplice concetto di riduzione, puntando invece su precisione, efficacia e sostenibilità. Relativamente all’agricoltura biologica, il nuovo report fa emergere un ulteriore aumento delle superfici coltivate con metodo biologico, che con oltre 2,5 milioni di ettari rappresentano ormai il 20,9% della SAU nazionale nel 2024, un valore significativamente superiore alla media europea dell’11,7%.
Le colture biologiche più diffuse in Italia sono foraggere, prati e pascoli, e cereali. Otto delle prime dieci regioni per peso percentuale delle aree destinate ad agricoltura biologica sulla SAU totale sono localizzate al centro-sud. Il biotech italiano continua la sua corsa e si conferma uno degli assi strategici per migliorare produttività, qualità e sostenibilità: nel 2024 il comparto raggiunge un fatturato complessivo di 53,4 miliardi di euro (+5%).
Focus Veneto
Nonostante la flessione registrata nell’ultimo biennio, nel lungo periodo il Veneto mostra una crescita dell’agricoltura biologica: l’incidenza sulla SAU regionale è più che raddoppiata, passando dal 2,2% nel 2015 al 5,1% nel 2024.
Nell’arco dell’ultimo decennio, la superficie coltivata a bio è aumentata di circa il 110%, con cereali, vite e colture industriali tra le principali produzioni. In aumento anche il numero di operatori, saliti da 2.304 nel 2015 a 3.328 nel 2024 (+54%).
Parallelamente, il Veneto si conferma uno dei territori di riferimento per il biotech: nel 2024 il settore ha generato un fatturato di 8 miliardi di euro, pari al 15% del totale nazionale, secondo solo alla Lombardia. Le imprese attive sono 587, per un totale di oltre 11.000 addetti.
Circa tre quarti delle aziende biotech regionali operano nell’area agroalimentare e zootecnica, contribuendo in modo rilevante al comparto: da sole generano il 24% del fatturato biotech nazionale del settore, per un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro nel 2024.