“Dopo l’intenso dibattito della campagna elettorale, è tempo che la nuova maggioranza e la giunta regionale di Alberto Stefani ci ascolti, rispetti le deliberazioni degli organi tecnici che hanno bocciato i progetti presentati nel veronese ed agisca di conseguenza: cancelli dal Piano regionale dei rifiuti la deroga che consente di realizzare discariche in zona di ricarica degli acquiferi e riveda in senso più sostenibile le politiche per la gestione dei rifiuti pericolosi. Dobbiamo levare la spada di Damocle rappresentata dalla progettazione di due nuovi impianti per lo smaltimento dell’amianto dagli abitati di Caluri di Villafranca e di Ca’ Baldassarre di Valeggio sul Mincio,in quanto costituiscono una minaccia per l’intero comprensorio del villafranchese e denunciano una programmazione ormai superata”.
Questa la richiesta, forte e chiara, che si è levata dalla conferenza stampa convocata al Caffè Fantoni di Villafranca dai consiglieri regionali Pd Anna Maria Bigon (nella foto qui sotto) e Gianpaolo Trevisi unitamente ai consiglieri Pd e rappresentati dei comuni del comprensorio.
Presenti, tra gli altri: Matteo Melotti, Stefano Corazzina, Elisabetta Zanolli e Daniele Pianegonda (Villafranca), Federica Foglia (Valeggio sul Mincio), Giancarlo Residori (Mozzecane), Maurizio Facincani (Povegliano Veronese), Maurizio Cassano (Sommacampagna).

“Verona smaltisce già una quota enorme dei rifiuti del Veneto: 331.803 tonnellate di rifiuti speciali, pari al 49% del totale regionale, e 221.583 tonnellate di rifiuti inerti, pari al 48,86% di tutto il Veneto. Un peso ambientale e territoriale che nessun’altra provincia sostiene in questa misura” argomenta la consigliera regionale Anna Maria Bigon. “Per questo troviamo inaccettabile che la Regione Veneto stia permettendo anche solo l’ipotesi di autorizzare due nuove discariche di amianto su area di ricarica degli acquiferi nonostante il diniego della commissione” aggiunge. “Continuare a caricare le spalle dei veronesi è una scelta sbagliata, ingiusta e pericolosa per l’equilibrio ambientale, la tutela della salute, il rispetto dei territori” aggiunge. “Per queste ragioni ho depositato, insieme al collega Trevisi, una mozione in Consiglio regionale con cui chiedo con forza che venga immediatamente ripristinato nel Piano regionale dei rifiuti il divieto di realizzare discariche di amianto nelle aree di ricarica degli acquiferi. Inoltre ho chiesto l’audizione dell’assessore regionale competente in Commissione Ambiente di cui sono componente. La Regione non può continuare a voltarsi dall’altra parte: serve una chiara assunzione di responsabilità politica, ora” conclude Bigon.
PD: “Monitoriamo Valeggio e blocchiamo Caluri”
“Il Veneto è al secondo posto in Italia per produzione di rifiuti speciali, un dato che non può essere liquidato come un semplice effetto della forza produttiva del nostro territorio ma che deve imporre una riflessione politica seria sulle scelte fatte finora. Continuare a ragionare solo in termini di smaltimento è una visione miope” afferma il consigliere regionale Gianpaolo Trevisi, nella foto qui sotto, che poi spiega: “Serve intervenire a monte, per ridurre la produzione di rifiuti, promuovere davvero l’economia circolare e diversificare gli interventi, puntando su innovazione, recupero di materia e sostenibilità ambientale”.

In qualità di presidente della Commissione Legalità della Regione Veneto Trevisi accende un riflettore su un altro tema, spesso messo tra parentesi, quello della legalità e della trasparenza: “Il settore dei rifiuti, e in particolare quello dei rifiuti speciali, è un ambito delicato, che richiede controlli rigorosi, regole chiare e processi trasparenti, per evitare concentrazioni, opacità e possibili distorsioni che finiscono per ricadere sui territori e sui cittadini. Come Commissione Legalità riteniamo indispensabile che ogni scelta in materia di rifiuti sia guidata non solo da criteri tecnici, ma anche da principi di equità territoriale, responsabilità pubblica e rispetto delle regole. Non può esistere una buona politica ambientale senza una forte garanzia di legalità”. “Ridurre i rifiuti, rafforzare l’economia circolare, garantire trasparenza e legalità: questa è la direzione che il Veneto deve imboccare se vuole davvero coniugare sviluppo, tutela dell’ambiente e fiducia dei cittadini”
conclude.
“È ora che un territorio fragile come il nostro, che da oltre quarant’anni subisce pressioni e scelte che lo penalizzano, venga finalmente tutelato in modo serio. La proposta di nuove discariche, localizzate su vecchie escavazioni, non può più essere considerata una soluzione accettabile. Chi opera nella gestione dei rifiuti deve prendere atto che il Villafranchese non intende più sottostare a una logica di consumo e
distruzione del territorio” dichiarano i consiglieri comunali di Villafranca Stefano Corazzina, Matteo Melotti, Daniele Pianegonda, Elisabetta Zanolli, individuando tre priorità: 1) Monitorare con la massima attenzione la discarica di Quaderni/Valeggio, rispetto alla quale la ditta proponente Progeco ha presentato ricorso contro il rigetto; 2) Fermare il nuovo iter di approvazione della discarica di Caluri: come consiglieri comunali di Villafranca presenteremo osservazioni (aggiuntive rispetto al lavoro che il Comune sta già svolgendo con i tecnici incaricati), nei tempi e nei modi previsti dalla normativa. 3) Intervenire sulle regole, eliminando la deroga prevista dall’art. 15 del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che negli ultimi tre anni ha consentito la presentazione di progetti di discarica con un impatto pesante sul territorio. Su questo saremo uniti, insieme ai consiglieri regionali del Pd e agli altri amministratori: l’obiettivo è porre fine a uno scempio che dura da troppo tempo e difendere il futuro delle nuove generazioni.



