Verona guida la lotta all’endometriosi

L’iniziativa del Centro Antifumo dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar
L’iniziativa del Centro Antifumo dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar

Eccellenze il Centro Don Calabria di Negrar e l’Ospedale Mater Salutis di Legnago

(di Virginia Marchiori)

In occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi del 28 marzo, Verona si conferma tra i principali punti di riferimento nazionali per diagnosi e cura, grazie all’eccellenza del Centro IRCCS Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar e dell’Ospedale Mater Salutis di Legnago, per una patologia cronica che colpisce una donna su 10 ma registra ancora pesanti ritardi diagnostici. Si tratta di una malattia cronica e invalidante, causata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, che può interessare ovaie, intestino, vescica e, nei casi più complessi, anche altre aree del corpo. I sintomi sono spesso sottovalutati, come il dolore pelvico intenso, il mal di schiena, la lombosciatalgia e, talvolta, le difficoltà respiratorie. Segnali che per anni sono stati liquidati come “normali dolori mestruali”, contribuendo a un ritardo diagnostico medio tra i sette e i dieci anni.

Tra diagnosi tardive e costi Una sottovalutazione che pesa anche sul piano sociale e psicologico, oltre che sanitario. L’endometriosi è infatti tra le principali cause di infertilità femminile e può compromettere la riserva ovarica, anche a seguito di interventi chirurgici complessi. Nelle forme più aggressive, la malattia ha un impatto che coinvolge anche la sfera psicologica e relazionale, tanto che chi ne soffre tende spesso a isolarsi e ad affrontare il dolore in silenzio, subendo lo stigma legato alla malattia. A raccontare a La Cronaca il vissuto di chi convive con l’endometriosi è Laura (nome di fantasia), 30 anni: “Dopo numerosi accessi al pronto soccorso per dolori addominali fortissimi, inizialmente trattati con semplici antidolorifici, ho deciso di approfondire autonomamente e sottopormi a una risonanza magnetica: è così che sono arrivata alla diagnosi. Ho affrontato un intervento chirurgico in laparoscopia, ma convivo tuttora con l’endometriosi e seguo una terapia farmacologica a lungo termine, sostenendo anche spese non coperte dal sistema sanitario”.

La parola agli specialisti dell’Ospedale di Borgo Trento Gli specialisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, dove oggi si svolge un pomeriggio di screening e sensibilizzazione, contattati dalla Cronaca rassicurano le pazienti. Il Prof. Stefano Uccella (Ginecologia) sottolinea che “con diagnosi tempestive e cure personalizzate, l’endometriosi non preclude la maternità né una buona qualità della vita”. Fondamentali sono gli approcci riabilitativi, come sottolinea il Dott. Ermes Vedovi (Riabilitazione) “attraverso il recupero del pavimento pelvico e della postura, si gestisce il dolore cronico prendendosi cura della donna nella sua complessità fisica e motoria”.

I principali centri diagnostici e di cura a Verona Sul territorio veronese, i punti di riferimento d’eccellenza si dividono tra diversi presidi. Il Centro di Negrar (IRCCS Sacro Cuore Don Calabria) è sede del reparto con il più alto volume di attività in Italia, guidato dal Dott. Ceccaroni, con circa 15mila visite e oltre 1.200 interventi l’anno. L’Ospedale Mater Salutis di Legnago segue circa mille pazienti l’anno con un percorso multidisciplinare che integra chirurgia, supporto psicologico e riabilitazione del pavimento pelvico. Infine, l’Ospedale di Borgo Trento di Verona rappresenta un presidio fondamentale per la rete diagnostica e chirurgica locale.

Nonostante l’eccellenza dei centri veronesi, permangono criticità su costi e prontezza diagnostica. L’endometriosi resta, ad oggi, una malattia cronica senza una cura risolutiva definitiva, dove la prevenzione e la rete di supporto territoriale rimangono le uniche vere bussole per le pazienti.