Il flop della Nazionale di calcio? echisseefrega. Quello che è più grave, davvero più grave, è che il diritto allo sport per i nostri ragazzi non è garantito nemmeno a Verona dove appena il 24% degli istituti scolastici ha una palestra (31 su 128 mentre 97 non hanno nemmeno risposto all’Istat…).
Proprio un recente rapporto dell’istituto nazionale di statistica, ripreso da Openpolis, ha messo in luce come oltre il 60% dei giovanissimi pratichi sport al di fuori dell’orario scolastico, soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.
Tuttavia, sebbene il 64,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni pratichi un’attività sportiva al di fuori dell’orario scolastico, questa media nasconde profonde disuguaglianze dettate dal genere, dalla cittadinanza e dal contesto sociale di provenienza.
I dati dell’ultima indagine Istat, pubblicata nel dicembre scorso, restituiscono la fotografia di un paese in cui l’accesso allo sport in ambito extrascolastico è un’opportunità che resta fortemente condizionata dalle possibilità familiari. Il background socio-culturale, misurato attraverso il titolo di studio dei genitori, traccia un confine netto: più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport, ma la quota scende nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori.
Nello specifico, questa barriera sociale si intreccia con il divario di genere, aggravandolo.
7 su 10 le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero. Tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10.
Complessivamente, i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%) e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, uno dei dati più rilevanti emerge dall’incrocio tra genere ed estrazione sociale: mentre sette figlie di laureati su dieci possono accedere alla pratica sportiva fuori da scuola, solo tre su dieci ci riescono se i genitori non possiedono un diploma superiore.
A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera, per i quali l’attività sportiva è molto meno frequente. Meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre. Per alcune comunità, l’esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un’attività sportiva.
In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono – per limiti economici, culturali o sociali – a garantire ai minori l’accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute.
In Italia, su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%). Per 24mila non è dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l’informazione non è censita.



