Quattrocento tonnellate di prodotti ortofrutticoli all’anno salvate dal macero e trasformate in una risorsa per chi ha piu’ bisogno. E’ questo il dato che comunica Veronamercato a La Cronaca. Il Centro Agroalimentare di Verona si afferma come protagonista nazionale nella lotta allo spreco alimentare e Food Hub di riferimento per le politiche pubbliche. Il numero e’ emerso durante il convegno «Il Cibo al Centro», tenutosi oggi 16 gennaio presso la sala convegni dell’ente, un’anteprima strategica di rilievo in vista della 13a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco del prossimo 5 febbraio. Mentre l’Italia si prepara a fare il punto sugli obiettivi di sostenibilita’ dell’Agenda 2030, la struttura veronese anticipa i tempi presentando soluzioni concrete e investimenti strutturali. Il focus dell’incontro e’ stato il ruolo del cibo come perno per gestire quattro emergenze: salute, sostenibilita’ ambientale, sicurezza e coesione sociale. Veronamercato consolida cosi’ la propria vocazione educativa attraverso tre asset: il progetto R.e.b.u.s. (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente), l’educazione alimentare nelle scuole e l’investimento nell’alta formazione. Mettere il cibo al centro e’ «una scelta di economia civile». E’ questo il cuore di R.e.b.u.s., la rete virtuosa presentata da Alessandro Bolcato (ACLI Verona) e sostenuta da Veronamercato. Un modello dove il prodotto smette di essere merce per diventare «bene di relazione», restituendo dignita’ a chi e’ in difficolta’. A spiegare a La Cronaca l’ingranaggio operativo e’ il direttore di Veronamercato, Paolo Merci: «Il progetto coinvolge i nostri concessionari che donano spontaneamente l’ortofrutta non piu’ commercializzabile, ma ancora perfetta per il consumo». I numeri fotografano una realta’ imponente: le gia’ citate 400 tonnellate annue che, invece di diventare rifiuto, vengono donate a migliaia di persone grazie alla gestione delle ACLI e di oltre 40 enti caritatevoli. Un’alleanza tra pubblico, privato e terzo settore che fa di Verona un precursore nazionale: il «modello Rebus» e’ oggi replicato in gran parte d’Italia, seguendo i binari dell’Agenda 2030 e della dottrina sociale della Chiesa. L’impegno del Centro Agroalimentare non si ferma alla solidarieta’. Da vent’anni Veronamercato entra nelle classi con campagne didattiche che coinvolgono decine di istituti, portando i ragazzi a scoprire il valore di frutta e verdura. «Lo sport e’ il nostro terzo pilastro – sottolinea Merci – uno strumento di aggregazione fondamentale per diffondere messaggi salutistici». Spazio anche all’alta formazione: con due aule dedicate agli studenti dell’ITS Alimentare, la struttura diventa un laboratorio per i futuri tecnici del controllo qualita’, valore aggiunto per le imprese della filiera. A benedire l’iniziativa e’ intervenuto il Vescovo, Mons. Domenico Pompili, con una riflessione profonda sulla convivialita’: «Attorno al cibo si sviluppa la citta’ e la cultura, ma esso diventa veleno per chi se ne accaparra se non viene condiviso». In un mondo sospeso tra il dramma di due malattie legate al cibo, l’obesita’ e la malnutrizione, la scelta di Rebus e’ stata definita da Pompili come «ispirata a buon senso e giustizia».
Virginia Marchiori



