West Star, 7 milioni in tre anni: diventerà il primo museo della Guerra fredda

West Star, sono stati stanziati i 7 milioni di euro per la bonifica e il primo recupero della ex base Nato. Il finanziamento, inserito nella legge di conversione del decreto-legge PNRR pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2026, è previsto a valere sul Fondo sviluppo e coesione, tramite delibera CIPESS, ed è stato introdotto con un emendamento di cui è prima firmataria l’onorevole Alessia Ambrosi. Un risultato storico, annunciato questo pomeriggio all’interno della Stanza Rossa di quello che fu il bunker antiatomico, alla presenza dell’onorevole Alessia Ambrosi, dei parlamentari Ciro Maschio e Marco Padovani, dell’assessore regionale Diego Ruzza, della consigliera regionale Claudia Barbera, del presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini e di Paolo Artelio per la Camera di Commercio. Presenti anche numerosi sindaci del territorio.

“Oggi è un momento storico per la nostra comunità: comunichiamo ufficialmente che è stato deliberato un contributo di 7 milioni di euro per la riqualificazione della base Nato. È stato un percorso lungo e complesso, ma abbiamo sempre creduto nel lavoro fatto insieme ai nostri parlamentari e al Governo. In pochi mesi siamo riusciti a ottenere un risultato concreto”, sottolinea il sindaco di Affi, Marco Sega. “Questo progetto nasce da lontano: prima il riconoscimento del valore monumentale, poi il lavoro con l’Università di Firenze per costruire un percorso credibile. Ora abbiamo una grande responsabilità: utilizzare al meglio queste risorse e riaprire la base Nato nel più breve tempo possibile”

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il finanziamento è diventato legge e oggi possiamo dire che i 7 milioni arriveranno al Comune di Affi. È il risultato di un lavoro di squadra partito dal territorio e arrivato fino a Roma, grazie all’impegno condiviso tra amministrazione, Università di Firenze, Parlamento e Governo”, spiega l’onorevole Alessia Ambrosi. “Abbiamo portato questa istanza nelle sedi istituzionali dopo sopralluoghi e confronti, fino alla conferenza stampa dello scorso dicembre alla Camera. Oggi quell’impegno si è concretizzato in un risultato reale”.

Il finanziamento arriva a meno di cinque mesi dall’annuncio del 2 dicembre alla Camera dei Deputati, preceduto da un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Ambrosi che ha portato il progetto all’attenzione del Governo. Fondamentale è stato il lavoro costruito negli anni dall’amministrazione comunale di Affi. Dall’acquisizione del sito nel 2018 al riconoscimento del vincolo monumentale nel 2024, passaggio decisivo che ha aperto l’accesso ai fondi nazionali ed europei, fino alla collaborazione con l’Università di Firenze per lo sviluppo del progetto di musealizzazione. Un percorso sostenuto anche dalla visione e dalla determinazione del generale Gerardino De Meo, ultimo comandante Nato della West Star, che ha creduto fin dall’inizio nel valore storico e strategico del sito. Il progetto guarda alla trasformazione della base in un polo culturale dedicato alla Guerra Fredda, con una capacità potenziale stimata fino a 100 mila visitatori l’anno. Le risorse saranno distribuite secondo un cronoprogramma finanziario definito: circa 700 mila euro nel 2026 (10%), una quota fino al 25% entro il 2028, quindi il completamento nelle annualità successive.

Tre le fasi previste: una prima fase di bonifica e messa in sicurezza, necessaria per consentire l’accesso al pubblico; una seconda fase dedicata all’ampliamento dei parcheggi e dei servizi; infine la realizzazione del museo della Guerra Fredda all’interno del bunker. West Star, la “Stella d’Occidente”, è stata realizzata scavando nella roccia del Monte Moscal ed è rimasta operativa dal 1966 al 2007. Con i suoi oltre 13 mila metri quadrati sotterranei, rappresenta il più grande bunker antiatomico accessibile d’Europa.