ZAIA ESALTA I LAVORATORI VENETI MESSAGGIO D’ORGOGLIO IN OCCASIONE DEL PRIMO MAGGIO

“Una giornata come quella del primo maggio, che si celebra dal 1889, va ogni anno arricchita di contenuti e di attualità. Il primo pensiero deve quindi andare alla sicurezza e ai caduti sul lavoro, perché non si pensi che questa sfida sia vinta, in un Paese dove ancora si muore e ci si infortuna troppo lavorando”. Lo dice il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia nella sua riflessione sulla Festa del Lavoro. “Incidenti e lutti – ricorda il governatore – che accadono ancora anche nella nostra Regione dove, per affrontare il problema, si sta facendo squadra tra le Istituzioni e le parti sociali, dopo aver raggiunto e sottoscritto un accordo importante, utile e concreto: un lavoro comune per andare oltre le parole e i buoni sentimenti, consci che la sicurezza sul lavoro è un fatto di civiltà assolutamente trasversale alla società e alla politica. E’ un tema che va affrontato a 360 gradi – prosegue Zaia – dal punto di vista culturale, da quello gestionale, fino al grande fronte della prevenzione. Qui in Veneto abbiamo in questo senso una doppia responsabilità, perché siamo la regione delle 600 mila partite Iva, dei lavoratori che si evolvono in imprenditori di sé stessi, degli imprenditori che erano semplici lavoratori e tali rimangono nell’anima e nel cuore anche dopo essere riusciti a creare la loro impresa, piccola o grande che sia. Se l’economia del Veneto è forte ed è capace anche nei momenti difficili di creare benessere e ricchezza – aggiunge il governatore – lo dobbiamo a tutti i lavoratori e a coloro che vivono di lavoro accettando la sfida dell’impresa in un sistema tutt’altro che ‘fordista’, dove l’80% delle imprese ha meno di 15 dipendenti, ma opera e prospera nell’ambito del distretto industriale delle Pmi, dove il lavoratore è spesso anche imprenditore, perché vive come sua la sfida dell’azienda”. Proprio nelle ore in cui si celebra il primo maggio, la Regione interviene per dare lavoro a chi è più in difficoltà rifinanziando i lavori di pubblica utilità e di cittadinanza attiva. Con un bando da 5 milioni la giunta invita Comuni, enti strumentali e società partecipate a presentare, in partenariato con cooperative, associazioni ed enti del privato sociale, progetti per l’inserimento lavorativo di almeno mille disoccupati over 30, privi di ammortizzatori sociali e di tutele. “Aver riconfermato questa misura alla quale hanno aderito quasi il 70 per cento dei Comuni e che ha offerto occasioni di impiego ad almeno 3.400 disoccupati nell’ultimo quadriennio” ha sottolineato l’assessore al Lavoro Elena Donazzan “dà il segno di un investimento concreto e operativo nella dignità delle persone e nel valore del lavoro”.