La prima sessione di settembre si è aperta all’insegna di un profondo segno rosso ed un’elevata volatilità per le borse del Vecchio Continente. L’indice Euro Stoxx 50 ha registrato un’apertura in territorio negativo -0,76% riflettendo una generale avversione al rischio.
- DAX 40: Apre in calo del 1,07% e scivola a 25.970,15 punti. L’indice tedesco sconta la sua natura di mercato fortemente sbilanciato verso la manifattura pesante, la chimica e l’automotive. L’esplosione dei prezzi del gas naturale liquefatto (GNL) e del greggio rappresenta una minaccia esistenziale per i margini operativi delle aziende tedesche, già provate da una debolezza strutturale della domanda asiatica. L’attesa per i dati PMI manifatturieri (attesi in contrazione) amplifica le vendite sul listino.
- CAC 40: -0,39% a 8.301,86 punti. La temporanea resilienza in apertura del listino parigino è sostenuta dai colossi dell’energia (come TotalEnergies), che beneficiano dell’apprezzamento del barile. Tuttavia, il peso preponderante del settore del lusso, estremamente sensibile al rallentamento dei consumi globali e all’inflazione persistente (attesa in accelerazione in Francia e Spagna verso il 3,3% a livello di Eurozona), ha inevitabilmente trascinato l’indice in territorio negativo.
- FTSE 100: in rosso dell’1,18% a 10.696,82 punti. Nonostante Londra abbia un mercato sbilanciato sulle materie prime e sull’industria non riesco comunque a contenere le perdite. Il gas inglese sale del 7,01% nelle ultime 24 ore ed intimorisce tutti i settori.
- FTSE MIB: Evidenzia un’apertura piatta seguita da un rapido e deciso calo che lo porta a cedere a -1,27%, attestandosi in area 51.946,61 punti. Piazza Affari è l’epicentro della volatilità odierna. Il listino sconta il peso massiccio del settore finanziario, attualmente destabilizzato dalle titaniche manovre di fusione e acquisizione (M&A) che coinvolgono MPS, Intesa Sanpaolo e Banco BPM. La caduta dei titoli bancari e delle utilities (penalizzate dal rialzo dei rendimenti obbligazionari) sovrasta ampiamente i contributi positivi dei titoli energetici come Eni e delle aziende tecnologiche.
Materie prime
| Materia Prima | Valore Registrato | Variazione Ultime 24h | Variazione YTD |
| Oro | $ 4.374 / t.oz | -1,51% | +1,33% |
| Petrolio Brent | $ 92,15 / bbl | +1,90% | +51,53% |
| Petrolio WTI | $ 87,76 / bbl | +2,33% | +52,90% |
| Gas Naturale TTF (EU) | € 70,60 / MWh | +2,42% | +153,89% |
| Argento | $ 64,72 / t.oz | -2,70% | -9,14% |
Tabella Eventi Macro-Finanziari Odierni
| Ora (CEST) | Area | Indicatore Economico | Dato Precedente | Dato Previsto (Consensus) |
| 09:15 | Spagna | Indice PMI Manifatturiero S&P Global (Ago) | 50,2 | 50,3 (Att: 49,5) |
| 09:45 | Italia | Indice PMI Manifatturiero S&P Global (Ago) | 51,3 | 51,4 |
| 10:00 | Italia | Prodotto Interno Lordo (PIL) – Trimestrale (Q2) | +0,3% | +0,2% |
| 10:00 | Italia | Prodotto Interno Lordo (PIL) – Annuale (Q2) | +0,8% | +1,0% |
| 10:00 | Eurozona | Indice PMI Manifatturiero Finale (Ago) | 51,9 | 52,8 |
| 11:00 | Eurozona | Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) Annuale – Prelim. (Ago) | 2,9% | 3,3% |
| 11:00 | Eurozona | Tasso di Disoccupazione (Lug) | 6,3% | 6,3% |
| 11:00 | Italia | Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) – NIC Annuale (Ago) | +2,9% | – |
| 16:00 | Stati Uniti | Indice ISM Manifatturiero (Ago) | – | 55,6 |
| 16:00 | Stati Uniti | Offerte di Lavoro JOLTS (Lug) | – | 7,38 Milioni |
Focus Italia
Il FTSE MIB sta attraversando una seduta marcatamente negativa, dominata da vendite generalizzate in quasi tutti i macro-settori. Il comparto finanziario è sotto forte pressione: arretrano pesantemente i grandi istituti di credito come Intesa Sanpaolo (-1,58%) e UniCredit (-1,43%), mentre Banca MPS (-1,81%) e Mediobanca (-1,89%) registrano i cali più marcati del settore.
Anche i titoli industriali e legati ai beni di consumo durevoli (Consumer durables) mostrano forti debolezze, con Stellantis in flessione del 2,14% e Ferrari che cede l’1,70%, ribaltando completamente il segno positivo dell’apertura. Soffrono inoltre le utilities, zavorrate dal calo di Enel (-1,20%), e i titoli legati alle telecomunicazioni e ai trasporti.
L’unica vera area di forza del listino milanese è rappresentata dal comparto energetico (Energy minerals), dove ENI si muove in netta controtendenza mettendo a segno un +0,88%, un rialzo direttamente sostenuto dall’impennata dei prezzi del petrolio innescata dalle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Da segnalare anche la debole tenuta sul filo della parità di STMicroelectronics (+0,24%) nel settore tecnologico.



