Bacino del Po, situazione in costante miglioramento. Garda al 38,8% del riempimento

Il  Grande Fiume e il Nord Italia tornano lentamente a respirare dopo ben 68 giorni di elevata criticità dove, sull’intero Distretto (in Piemonte e sul Delta in particolare), tra il 16 Giugno e il 22 Agosto i deflussi medi giornalieri sono rimasti costantemente inferiori alla soglia critica e le temperature hanno fatto registrare valori superiori alle medie del periodo e prossimi ai massimi storici di riferimento confermando come l’estate 2026 sia stata una delle più calde mai osservate nel Distretto del Po.

Con l’appuntamento di oggi dell’Osservatorio Permanente Utilizzi Idrici, coordinato da Adbpo con istituzioni e portatori di interesse, si chiude, quasi definitivamente, una delle stagioni irrigue più critiche dell’intero decennio – ha sottolineato Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. Dopo la grande siccità del 2022, anche quella di quest’anno si è manifestata con un lungo periodo di stress idrico che ha causato problemi per l’economia dei territori, le comunità, l’habitat e la biodiversità.

Il Grande Fiume rappresenta un valore irrinunciabile per il nostro paese ed è fondamentale che da qui in avanti si possano affrontare le crisi (che, inevitabilmente, ci colpiranno anche nei prossimi anni) non più come un’emergenza, ma con un approccio di prevenzione della gestione della risorsa idrica, caratterizzato da azioni precise e concordate, capaci di incrementare le opportunità di adattamento delle diverse realtà nell’intero comprensorio della pianura padana.

 Oltre all’auspicabile adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture idriche che richiedono sostegno e finanziamento, occorre adeguare gli strumenti normativi e le possibilità di azioni più proporzionali alla gravità dei fenomeni. Per poter agire con maggior rapidità e limitare al massimo i potenziali danni in casi di prevista emergenza, sarebbe auspicabile che, oltre al ruolo di concertazione dei contenuti, l’Osservatorio potesse integrare anticipatamente seguendo un protocollo di regole ancor più pragmatico e condiviso coi territori e soprattutto in grado di anticipare le soluzioni per rispondere al meglio alle necessità della collettività e dell’ambiente”.

 Di seguito i dettagli:

In Valle d’Aosta le portate della Dora Baltea durante i mesi estivi sono state inferiori del 50% rispetto alla media storica, mentre le temperature in agosto hanno fatto registrare +2,1° C rispetto alla media.

In Piemonte lieve miglioramento rispetto alle scorse settimane grazie alle piogge, ma deficit idrico annuale ancora tra il 14% il 45% e portate dei corsi d’acqua che permangono sotto la media.

La Liguria fa registrare un miglioramento con effetti limitati sui volumi invasati, ma non ancora sufficiente a colmare i deficit dei mesi precedenti.

Quadro diversificato in Lombardia, dove il deficit idrico regionale è del 22%; soffre ancora il bacino del Ticino (deficit al 40%), mentre Senio, Oglio e Chiese sono rientrati in condizioni di normalità.

In Emilia-Romagna la stagione irrigua volge al termine, calano i fabbisogni e non si segnalano criticità all’idropotabile. Sulla parte occidentale del territorio si rileva un maggiore apporto dalla quantità di piogge nelle ultime settimane.

In Veneto l’intrusione salina è confermata in miglioramento grazie all’incremento delle portate.

Alla data del 14 settembre il quadro dei Grandi Laghi Regolati mostra sensibili miglioramenti: permane sotto osservazione il Lago Maggiore, che è tornato oggi sotto lo Zero idrometrico di Sesto Calende (percentuale di riempimento: 35%); Lago di Como a +49 centimetri sopra lo Zero idrometrico (54,9%); Lago d’Iseo (77,3%); Lago d’Idro (31%); Lago di Garda (38,8%).

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa a “MEDIA con precipitazioni”.