Nue 112, individuata l’area per la sede di Verona. Trevisi (PD): “Un passo avanti, ora la Regione fornisca tempi certi”

«L’individuazione di un’area nel complesso dell’ex Scuola americana di lungadige Attiraglio per ospitare la sede veronese del Numero Unico Europeo 112 rappresenta un passo avanti importante. Il Comune di Verona ha fatto la sua parte assicurando piena collaborazione al progetto. Adesso, però, la Regione deve chiarire quando quella sede sarà pronta e comincerà concretamente a rispondere alle chiamate dei cittadini».

A dichiararlo è Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Legalità, all’indomani della scelta di Verona come sede di una delle due Centrali Uniche di Risposta (CUR) previste per il Veneto. Un passaggio che arriva a pochi giorni dall’interrogazione presentata dallo stesso Trevisi «per chiedere alla Giunta regionale di chiarire i tempi di attivazione del NUE 112, un servizio atteso sul territorio da quasi dieci anni».

Secondo il consigliere regionale, «l’individuazione dell’area risolve un passaggio necessario ma non ancora decisivo. Per completare l’opera occorrerà infatti progettare e realizzare la sede fisica, installare le infrastrutture tecnologiche, selezionare e formare il personale specializzato e definire i protocolli di coordinamento con Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e servizi sanitari. Il NUE 112 è molto di più di un semplice centralino», sottolinea Trevisi. «Deve riconoscere rapidamente la natura dell’emergenza, localizzare la chiamata e trasferirla alla centrale competente, filtrando quelle improprie. Se organizzato bene, migliora la risposta ai cittadini e permette di restituire alle attività operative sul territorio il personale delle Forze dell’ordine e del soccorso oggi impegnato nella gestione delle telefonate».

«Chiediamo quindi alla Regione di rendere noto un cronoprogramma che indichi con chiarezza i tempi di progettazione e realizzazione della sede, l’allestimento tecnologico, il reclutamento e la formazione degli operatori, la fase di collaudo e la data prevista per l’entrata in funzione. Il Comune di Verona ha compiuto il passaggio che gli compete: ora spetta alla Regione trasformare l’area individuata in un servizio operativo, e noi vigileremo perché questo avvenga il prima possibile», conclude Trevisi.