Un tavolo per la cultura riparativa

L’inaugurazione della Cittadella della Giustizia a Verona

Messi insieme 16 enti tra organizzazioni e istituzioni pubbliche

È stata inaugurata la “Cittadella della Giustizia”, intitolata a Tina Anselmi, negli spazi di piazza Madonna di Campagna 1/A. Un luogo fondamentale in cui competenze diverse possono incontrarsi per ricostruire legami e accompagnare persone e comunità nell’affrontare i conflitti. Il Tavolo permanente per la cultura riparativa di Verona è felice di essere la realtà da cui è scaturito il pensiero di questo spazio, la Rete di Enti e Associazioni che ha reso possibile la Cittadella.
Come realtà attiva sul territorio dal 2018, il Tavolo, nato con il nome di Tavolo permanente per la giustizia riparativa di Verona, si riunisce ogni mese e mette insieme 16 enti tra organizzazioni del Terzo settore e istituzioni pubbliche. Con la nascita della “Cittadella della Giustizia” si apre una nuova fase: il percorso prosegue con una nuova identità, quella di Tavolo permanente per la cultura riparativa di Verona. Comunità, relazioni, conflitti. Il passaggio dalla giustizia riparativa alla cultura riparativa rappresenta l’evoluzione da un paradigma del mondo penale a un vero e proprio modello di convivenza sociale. Curare le fratture attraverso percorsi comunitari (come i circles o i forum di discussione) rigenera la fiducia collettiva e aumenta il capitale sociale.
«La nascita del Centro per la Giustizia Riparativa rappresenta un primo importante traguardo, reso possibile grazie a quanti, già nel 2018, hanno creduto nelle potenzialità della rete come promotrice del paradigma riparativo, anche a livello istituzionale, a partire dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS e dall’UEPE di Verona.
Oggi, quella stessa rete consolida la propria missione, assumendo l’impegno di promuovere e diffondere la cultura riparativa all’interno della comunità. È in questa prospettiva che abbiamo scelto di dare concretezza al cambiamento anche attraverso un nuovo nome per il tavolo, che ne esprima più chiaramente l’identità e la direzione», affermano Emma Benedetti (ASAV) e Irene Magri (CSV).
La missione resta la medesima, ossia la promozione della cultura riparativa nella comunità. Il Tavolo lavora per diffondere un approccio condiviso alla gestione delle relazioni nelle scuole, nei quartieri, nei condomini, nei percorsi di supporto alle vittime di reato; propone un modello alternativo per interpretare la convivenza umana, il conflitto e la responsabilità.
Ad oggi il Tavolo ha portato avanti progetti e iniziative concrete per promuovere il paradigma della cultura riparativa sul territorio. Tra questi, nell’ultimo biennio, il Progetto “La Cittadella della Giustizia”, finanziato da Fondazione Cariverona, che ha visto il coinvolgimento di studenti e studentesse delle scuole superiori e dell’università. A questi si affiancano attività di sensibilizzazione rivolte agli amministratori condominiali mirate a prevenire i conflitti tra condomini, nonché un’attività di ascolto dei bisogni in alcuni quartieri difficili della città attraverso l’Edicola dell’Ascolto. L’applicazione del paradigma riparativo in contesti extra-penali si basa sul principio che i legami e il benessere relazionale siano le fondamenta di qualsiasi comunità sana, sia essa una classe scolastica o un condominio.
Mentre nel penale si interviene dopo un reato, in questi ambiti l’approccio è prevalentemente preventivo, educativo e gestionale.