La mela di Verona verso l’IGP

Da sinistra: Sgreva, Girardi, Vantini, Sella, Aldegheri, Albertini, Ruzza, Bozza, Vianini, Trentini, Vanzani

Produttori, Comuni, Provincia e Regione: tutti al lavoro per ottenere il riconoscimento

Produttori, associazioni agricole e istituzioni insieme per portare la Mela di Verona al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. È l’impegno emerso nei giorni scorsi durante l’inaugurazione della 75ª Festa della Mela di Belfiore e della mostra pomologica, occasione di confronto sul percorso avviato per valorizzare una delle eccellenze del territorio veronese.
A promuovere l’incontro è stata l’amministrazione comunale di Belfiore, con il sindaco Alessio Albertini impegnato in prima persona nel sostegno al progetto e nel coinvolgimento di istituzioni, imprese e associazioni.
Il sostegno delle amministrazioni locali è arrivato a partire dai Comuni del “quadrilatero della mela”: Palù, Zevio, Belfiore e Ronco all’Adige, un’area che concentra circa il 55% della produzione veneta di mele.
La serata ha ripercorso la storia della melicoltura veronese e il lavoro svolto dai produttori. Enzo Gambin ha ricordato le radici di una coltivazione presente a Verona sin dall’epoca romana, mentre Fabio Sgreva, presidente dell’Associazione dei Produttori Mela di Verona IGP, soggetto proponente della richiesta, ha illustrato le tappe del progetto: dalle prime imprese che hanno iniziato a commercializzare il prodotto con il marchio Mela di Verona fino al coinvolgimento di quasi 200 produttori aderenti all’associazione.
Un percorso nel quale Coldiretti Verona ha svolto un ruolo centrale di impulso e accompagnamento, favorendo la collaborazione tra strutture cooperative e private per costruire una reputazione condivisa del prodotto e creare le condizioni per la richiesta dell’IGP.
La valorizzazione del prodotto passa anche dall’aggregazione dell’offerta. Nel gennaio 2025 Coldiretti Verona ha ricordato che le aziende aderenti al marchio “Mela di Verona” rappresentavano complessivamente oltre mille ettari e un potenziale produttivo di 42 mila tonnellate, con Granny Smith, Gala e Golden tra le principali varietà commercializzate. Un patrimonio produttivo che rafforza il valore economico e identitario del percorso verso l’IGP.
I numeri confermano il peso della melicoltura scaligera. Nel 2024/2025, secondo il Report Agricoltura Veronese 2025 a cura del Centro Studi di Coldiretti Verona, in provincia di Verona il melo occupa 4.060 ettari, con una produzione complessiva di 199.341 tonnellate e una Produzione Lorda Vendibile stimata in 133,6 milioni di euro. Verona è la prima provincia del Veneto per questa coltura e concentra oltre il 70% della superficie regionale investita a melo.
Il dato provinciale si inserisce in un quadro regionale che nel 2025 ha risentito di una contrazione produttiva: Veneto Agricoltura stima per il melo una produzione di circa 256 mila tonnellate, in calo del 10,6% rispetto al 2024, nell’ambito di un’annata difficile per gran parte del comparto frutticolo. Sul lungo periodo resta inoltre evidente la riduzione delle superfici: Coldiretti Verona, su dati Veneto Agricoltura, rileva che gli ettari a melo in provincia sono passati da 4.418 nel 2014 a 4.075 nel 2023, con una flessione dell’8%.