Morgante stoppa Malavasi: “La denatalità è il risultato delle famiglie umiliate dalla sinistra”

Sarà un tema delle prossime elezioni politiche ed oggi è battaglia sulla denatalità in Italia con Maddalena Morgante che scende in campo a difesa del ministro per la Famiglia, Eugenia Maria Roccella, pesantemente attaccata nella serata da  Ilenia Malavasi,  capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

Per Malavasi, l’Italia ha peggiorato ulteriormente le proprie statistiche sia sulla detanalità sia sul tasso di occupazione femminile: “Alla ministra Roccella serve una  calcolatrice – ha detto -.   Nel 2025 in  Italia sono nati 355mila bambini, 15mila in meno dell’anno  precedente.  La fecondità è scesa a 1,14  figli per donna, il valore  più basso della nostra storia. Anche sull’occupazione femminile la ministra farebbe  bene a guardare oltre i confini. Il tasso è cresciuto in tutta  Europa, ma da noi meno che altrove”.

Una lettura dei dati che viene duramente contrastata da Maddalena Morgante, parlamentare veronese, responsabile del dipartimento” famiglia e valori non negoziabili” di Fratelli d’Italia:   “Non serve la calcolatrice evocata dall’onorevole Malavasi, basta leggere i dati che parlano chiaro. Attualmente la natalità in Italia decresce meno velocemente di Nazioni come Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Svezia, e della stessa media dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Se in numeri assoluti il fenomeno in Italia è più vistoso è perché la sinistra per tanti anni ha umiliato la famiglia e ignorato la questione demografica, per cui nei decenni la natalità è crollata e il numero di donne fertili è progressivamente diminuito, al punto tale che lo stesso tasso di natalità corrispondeva nel 1995 a circa 500mila bambini mentre oggi si traduce in circa 300mila nascite.

Il governo Meloni ha posto fine a questa lunga stagione di disattenzione verso la famiglia e la natalità, e oggi il tasso di fecondità cala sempre di meno, con un evidente rallentamento della decrescita. Alla collega Malavasi basterà leggere i numeri  per rendersene conto, senza bisogno di calcolatrice tanto il fenomeno è chiaro”.