Officina Stellare raggiunge un massimo di 58 euro ad azione con un salto dell’8% nelle prime fasi di contrattazione di lunedì 19 ottobre. Negli ultimi sei mesi l’azienda è cresciuta di circa il 120%.
L’azienda specializzata nelle tecnologie mission-critical per i settori Spazio, Aeronautica, Difesa, Navale e Cybersecurity cavalca l’onda iniziata con gli ottimi risultati del primo semestre 2026.
La scintilla che ha fatto schizzare il titolo di Officina Stellare è la notizia che l’azienda vicentina punta a crescere con nuove acquisizioni e ampliamenti produttivi, sostenuta da un portafoglio ordini salito ad agosto a 208 milioni di euro, in aumento del 28% da inizio anno.
L’azienda è attualmente quotata sull’Euronext Growth Milan e nell’ultimo anno ha più che raddoppiato il valore in borsa, raggiungendo una capitalizzazione vicina ai 900 milioni di euro. L’amministratore delegato, Alessandro Franzoni, valuta il passaggio al mercato principale “nel momento opportuno”.

Nel primo semestre del 2026, il valore della produzione è cresciuto del 31% a 55,6 milioni, l’Ebitda adjusted del 56% a 6,6 milioni e l’utile è salito da 100.000 euro a 800.000 euro. La cassa netta ammonta a 13,4 milioni.
Dopo l’ingresso di Mavel, specializzata in motori elettrici senza terre rare, Officina Stellare valuta altre operazioni in Italia e all’estero per diventare un fornitore di primo livello nei diversi comparti serviti.
Officina Stellare sta investendo nell’ampliamento dei suoi otto siti produttivi: a Sarcedo, è stata raddoppiata la superficie ed è previsto un nuovo sito per terminali di volo; interventi sono in corso anche a Cassina de’ Pecchi, Desio e Viterbo, dove la capacità dovrebbe raddoppiare nel 2027. Nello stabilimento valdostano di Mavel sono invece previsti adeguamenti per un nuovo centro di calcolo.



