Un consiglio generale per programmare i prossimi interventi necessari alla crescita
Il Veneto si conferma una delle principali economie produttive italiane, con un PIL superiore ai 201 miliardi di euro, circa 415 mila imprese e un export che nel 2025 ha raggiunto gli 80 miliardi di euro. Per il 2026 le stime regionali indicano una crescita del PIL dello 0,6%, mentre il costo dell’energia continua a rappresentare un fattore di pressione sulla competitività e sulle decisioni di investimento.
Per consolidare questi risultati la Regione Veneto, attraverso il FESR 2021-2027, dispone di una programmazione superiore al miliardo di euro, che ha già consentito di sostenere quasi 1.000 progetti e circa 10mila imprese, generando oltre 520 milioni di euro di investimenti. Sulle prossime scelte lavorerà il Consiglio Generale dell’Economia del Veneto, presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. Tra le priorità, il sostegno agli investimenti, l’accesso al credito, la ricerca e l’innovazione, la transizione digitale ed energetica, l’internazionalizzazione e la semplificazione amministrativa.
Particolare attenzione è riservata anche agli strumenti finanziari innovativi, tra cui l’iniziativa dei Basket Bond, sviluppata in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di mobilitare 50 milioni di euro e offrire alle PMI venete nuove opportunità di accesso al mercato dei capitali.
“Il Veneto ha costruito la propria forza sulla capacità delle imprese di innovare, investire, creare lavoro e competere sui mercati internazionali – spiega l’assessore Bitonci -. Ma questa capacità non può essere data per scontata: oggi le aziende devono fare i conti con costi energetici elevati, incertezza geopolitica internazionale, difficoltà nel reperire competenze e una concorrenza sempre più forte. Il Consiglio generale dell’Economia vuole essere uno spazio di confronto operativo, non un luogo di sole analisi. Dobbiamo individuare le priorità, mettere a sistema le proposte e lavorare per rimuovere gli ostacoli che frenano gli investimenti e la crescita. La competitività si costruisce intervenendo sui fattori che incidono ogni giorno sulla vita delle imprese: accesso al credito, semplificazione, innovazione, energia e disponibilità di competenze, passaggio generazionale. È su questi temi che intendiamo misurare l’efficacia delle politiche regionali”.
Sul fronte della semplificazione, il lavoro del Consiglio Generale dell’Economia si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione con il Tavolo regionale per la Sburocratizzazione. Dopo il coinvolgimento di 80 enti e organizzazioni e la presentazione di 251 proposte operative, la Giunta ha individuato un primo insieme di interventi prioritari, che riguardano lo Sportello unico per le attività produttive, l’accesso agli incentivi, l’urbanistica, la digitalizzazione dei procedimenti e la riduzione dei tempi e dei costi amministrativi.



