Mercati europei, l’impennata del petrolio scatena un sell-off

Il movimento dei mercati azionari europei è guidato da una complessa rete di fattori geopolitici, macroeconomici e legati alle singole trimestrali aziendali. In primo luogo, l’inasprimento delle tensioni internazionali destabilizza la fiducia globale ma spinge al rialzo il prezzo delle materie prime energetiche, creando una marcata divergenza tra i listini ricchi di colossi petroliferi e le economie che dipendono fortemente dalle importazioni di greggio. Parallelamente, le borse del Vecchio Continente risentono dei trend tecnologici che partono da Wall Street, dove i timori sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori innescano rapide ondate di vendite nel settore tech europeo. A livello macroeconomico, l’aumento dei rendimenti dei titoli di stato provocato dalle incertezze sulle politiche di bilancio e sui tassi di interesse comprime i margini e penalizza significativamente il comparto bancario e finanziario. Infine, la debolezza dei consumi globali si riflette sulla stagione delle trimestrali societarie, colpendo in modo particolare settori cruciali per l’economia europea come quello dei beni di lusso.

  • FTSE MIB: -1,65% a 48.825,71 punti. Il listino di Milano risente fortemente del ritorno delle vendite sul comparto tecnologico globale (tra cui Prysmian e STMicroelectronics) e di una marcata debolezza del settore bancario, appesantito dalle nuove tensioni sui titoli di stato. L’unico fattore di parziale supporto è rappresentato dai titoli legati all’energia come Eni, che beneficiano del forte rialzo del prezzo del greggio.
  • DAX 40: -1,16% a 25.347,38 punti. La borsa di Francoforte è zavorrata dai timori sulla tenuta del comparto legato all’intelligenza artificiale e alla tecnologia, esemplificata dal calo netto di colossi come Siemens Energy. A questo si aggiungono le vendite che stanno colpendo i principali istituti finanziari del paese, tra cui Deutsche Bank.
  • CAC 40 -1,31% a 7.817,79 punti. A Parigi la pressione è alimentata principalmente dal balzo dei rendimenti dei titoli di stato francesi, saliti ai massimi pluridecennali, scenario che penalizza il comparto bancario (es. Société Générale). Inoltre, il settore del lusso (fondamentale per l’indice francese) mostra forti segni di debolezza, guidato dal netto calo di Hermès a seguito della pubblicazione dei risultati trimestrali.
  • FTSE 100: -0,67% a 10.681,09 punti. Pur muovendosi in territorio negativo, il listino di Londra si dimostra il più resiliente e stabile d’Europa. Nonostante le perdite registrate dalle compagnie minerarie (penalizzate dalla debolezza dei metalli) e dalle banche, l’indice britannico riesce a limitare i danni grazie alla massiccia presenza di titoli petroliferi ed energetici, che stanno traendo un forte beneficio dall’impennata del greggio causata dal conflitto nel Golfo.

Wall Street: la dicotomia tra S&P 500, Nasdaq e rendimenti obbligazionari

Attraversando l’Atlantico, i futures statunitensi indicano un’apertura debole, in contrasto con la seduta positiva del 21 ottobre in cui S&P 500 (+0,58% a 7.757,17 punti), Nasdaq (+1,05% a 26.702,86) e Dow Jones (+0,69% a 52.856,09) avevano mostrato resilienza.

Nel pre-market del 22 ottobre prevalgono però le prese di beneficio: i contratti sull’S&P 500 cedono lo 0,47% (area 7.763), quelli sul Nasdaq 100 lo 0,90% (area 29.737) e quelli sul Dow Jones lo 0,24%.

L’attenzione resta concentrata su tech, investimenti in IA e trimestrali imminenti di Meta e Tesla, decisive per valutare i margini del comparto growth. A sostenere temporaneamente il Nasdaq è stato anche il balzo dell’8% di SpaceX sui mercati privati dopo ottimi conti. Morgan Stanley ha evidenziato come tali risultati rafforzino le prospettive dell’economia aerospaziale e satellitare.

Pesa tuttavia il rendimento dei Treasury decennali, fermo sopra il 5,09%, il cui elevato costo del denaro frena le valutazioni azionarie. Parallelamente, le tensioni e l’inflazione spingono il Bitcoin oltre gli 83.500 dollari (+1,18% intraday), evidenziando la ricerca di asset non correlati.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione YTD
Oro 4.087,53 $/t.oz-1,29%-5,36%
Argento55,95 $/t.oz-3,45%-21,47%
Brent Crude Oil112,40 $/bbl+3,24%+84,21%
WTI Crude Oil100,01 $/bbl+2,95%+73,93%
Gas Naturale (TTF)89,59 €/MWh+2,48%+218,10%

Tabella degli eventi macroeconomici 

OraPaese Indicatore Attesa (Consensus)Dato Precedente
08:45FranciaFiducia delle Imprese (Mensile)101 punti101 punti
14:30Stati UnitiRichieste Iniziali Sussidi di Disoccupazione200.000199.000
16:00EurozonaFiducia dei Consumatori (Preliminare)-17,0 punti-16,5 punti
16:00Stati UnitiLeading Indicator (Superindice Mensile)-0,2%-0,1%
16:30Stati UnitiStoccaggi Settimanali di Gas Naturale83 Mld piedi cubi67 Mld piedi cubi