Domani è previsto un incontro tra il sindacato, l’azienda e i lavoratori
La Fiom rimane a finaco dei lavoratori dell’acciaieria Fdf di Vallese di Oppeano.
Domani ci sarà l’incontro tra l’azienda, il sindacato e i lavoratori per far valere le richieste di quest’ultimi.
I dipendenti di Fdf, che fa parte del gruppo bresciano AsoHp, a sua volta partecipato dal Gruppo ADF, chiedono un incentivo per l’esono volontario oppure l’attivazione di un ammortizzatore sociale in deroga fino ad aprile 2027 per salvare il sito e l’occupazione.
È stato proposto di attivare una CIGS per cessazione dell’attività, con decorrenza retroattiva ad aprile 2026 e una nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2026, preannunciando, quindi, la chiusura definitiva dello stabilimento per la fine dell’anno, ma la Fiom non ha avallato questa proposta.
“La Fiom ha deciso di non sottoscrivere questo accordo perché contraria a sancire la morte definitiva del sito industriale e avallare il conseguente licenziamento dei 58 dipendenti rimasti, che nel frattempo, oltre a dover aspettare il pagamento diretto da parte dell’Inps per quanto riguarda l’integrazione salariale delle prossime settimane di cassa integrazione, resterebbero solo in attesa della perdita definitiva del proprio posto di lavoro senza alcuna speranza. Oltre al danno la beffa!” ha commentato Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom di Verona, continuando: “Per tale motivo richiediamo l’attivazione di un ammortizzatore sociale in deroga con copertura fino ad aprile 2027, come previsto da ultimo contratto di solidarietà. Il fine ultimo dev’essere la salvaguardia dell’occupazione e dell’attività industriale dello stabilimento che dev’essere realizzata attraverso un’azione di rilancio oppure di riconversione industriale del sito di Vallese di Oppeano. È necessario, per questo fine, ricercare possibili investitori e/o acquirenti, visto il fallimento del Piano Industriale presentato solo pochi mesi fa. Stabilendo un ammortizzatore sociale fino ad aprile 2027 si garantisce così l’anticipo del trattamento economico da parte del datore di lavoro, come avvenuto in queste settimane, si permette il completamento del percorso delle politiche attive finanziato dalla Regione Veneto e si facilita il percorso di ricollocamento dei lavoratori coinvolti dando speranze concrete alle 58 famiglie coinvolte.”



