Legnago: il sindaco regala camomilla ai dipendenti in stato di agitazione

FP CGIL, UIL FP e CSA RAL hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del Comune di Legnago, dando seguito al mandato dell’assemblea dei lavoratori del 27 ottobre e chiedendo l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione.

Al centro della vertenza ci sono la gestione delle risorse destinate ai dipendenti e i contenuti del contratto integrativo 2026-2028. Secondo i dati richiamati nella dichiarazione sindacale, le economie ammontano a 185.000 euro nel 2024 e a 43.152,97 euro nel 2025: risorse che non si sono tradotte in riconoscimenti economici al personale.

«Chiediamo di recuperare e distribuire le risorse disponibili e di superare i limiti ai premi che continuano a produrre avanzi – dichiarano le organizzazioni sindacali –. Il lavoro dei dipendenti deve essere riconosciuto concretamente».

Le richieste comprendono inoltre il rafforzamento del welfare fino a 1.000 euro annui per dipendente, l’introduzione di buoni spesa e carburante, maggiori risorse per la previdenza complementare della Polizia Locale e la revisione dei criteri dell’indennità di servizio esterno. I sindacati contestano anche la proposta di incrementare la retribuzione di risultato degli incaricati di Elevata Qualificazione riducendo il fondo destinato al restante personale.

«Riconosciamo l’aumento del welfare da 500 a 800 euro, ma questo passo non risolve le altre criticità e non può giustificare la chiusura del confronto».

A pesare sono anche le modalità con cui si è arrivati alla firma definitiva del contratto, avvenuta il 5 ottobre con la sola CISL FP, senza l’adesione della RSU e delle altre organizzazioni sindacali.

«Nell’incontro del 28 settembre abbiamo illustrato al sindaco le ragioni del personale per oltre un’ora e mezza. Abbiamo ascoltato una disponibilità a trovare soluzioni, ma appena ventiquattro ore dopo la Giunta ha autorizzato la sottoscrizione definitiva. Per come si è svolto l’incontro e per la documentazione già predisposta, abbiamo avuto la netta impressione che la decisione fosse già presa e che le nostre richieste non avessero alcuna possibilità concreta di essere considerate. Un confronto deve poter incidere sulle decisioni».

In questo clima si inserisce l’episodio delle confezioni di camomilla lasciate nella buvette, accompagnate dal messaggio: «Per i dipendenti in stato di agitazione. Il vostro sindaco».

«Consideriamo questo gesto una presa in giro fuori luogo nei confronti di lavoratrici e lavoratori che stanno esercitando una legittima iniziativa sindacale. Chi garantisce ogni giorno i servizi alla cittadinanza merita ascolto e rispetto. Il malessere del personale non si affronta con una battuta o con della camomilla, ma con risposte sui problemi sollevati».

Valentino Geri, Marco Bognin e Nicola Cavedini, per FP CGIL, UIL FP e CSA RAL, chiedono un cambio di passo: «L’amministrazione riapra un confronto effettivo, riconosca il ruolo della rappresentanza dei lavoratori e presenti proposte concrete. Siamo disponibili a costruire soluzioni, ma servono impegni verificabili sulla distribuzione delle risorse, sul welfare e sulla valorizzazione di tutto il personale. È su questi temi che chiediamo risposte».