A mercati chiusi, Banco BPM ha presentato i risultati dei primi nove mesi del 2026: un periodo difficile caratterizzato non soltanto dalle tensioni internazionali ma anche dal risiko bancario che al momento non ha premiato molto l’istituto lombardo-veneto.
«Abbiamo conti molto positivi, con livelli record in termini di redditività e remunerazione degli azionisti: devo ringraziare i miei colleghi per i risultati ottenuti in questi ultimi due anni, che siamo riusciti a raggiungere nonostante i fattori esterni. Ovviamente le tensioni geopolitiche, ma anche un paio di Ops che abbiamo dovuto gestire» sottolinea nella call conference l’a.d. di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, nella foto qui sotto, nel corso della conference call sui conti al 30 settembre. «Siamo ben attrezzati per andare avanti, continuando a ottenere risultati molto positivi» ha aggiunto.
E ha subito ridimensionato le voci di un’offerta da parte dell’azionista Credit Agricole sulla totalità delle azioni: «Non vediamo alcun tipo di proposta in questo momento per un’aggregazione da parte del Credit Agricole, ma se ci sarà è un’opportunità che esamineremo senza alcun problema. Francamente non siamo noi che faremo la prima mossa – ha aggiunto -, dipende da loro decidere la migliore strada per andare avanti, se decideranno di procedere».
Castagna ha sottolineato che su questo fronte il lavoro del management di Banco Bpm è rendere questa transazione conveniente per i nostri azionisti’: «C’è un azionista industriale molto importante’, l’Agricole, ma c’è anche ‘un altro 70% di azioni che deve essere soddisfatto della transazione»..

Ecco tutti i dati al 30 settembre scorso
Venendo ai dati del terzo trimestre, il Gruppo ha registrato una significativa crescita della performance operativa; in particolare, i proventi operativi evidenziano un’ottima dinamica, risultando pari a € 4.666 milioni, con una crescita del 2,1% rispetto al 30 settembre 2025.
Il risultato della gestione operativa sale a € 2.623 milioni rispetto a € 2.489 milioni dei primi nove mesi 2025 con un incremento del 5,4%. L’utile netto adjusted del periodo si attesta a € 1.532 milioni (€ 1.513 milioni a livello stated).
Le grandezze patrimoniali confermano i significativi risultati raggiunti:
• la raccolta diretta bancaria risulta pari a € 141,2 miliardi, in crescita sia rispetto al 31 dicembre 2025 (+2,9%) sia su base annua (+4,9%);
• la raccolta indiretta da clientela raggiunge € 283,9 miliardi, € 130,6 miliardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, con una crescita su basi omogenee di € 4,5 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025 e di € 8,6 miliardi su base annua;
• gli impieghi netti performing “core” (costituiti da mutui, finanziamenti, conti correnti e prestiti personali) si attestano a € 96,6 miliardi con un volume di nuove erogazioni per € 21,3 miliardi. Per quanto riguarda la qualità del portafoglio, al 30 settembre 2026 l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti lordi si è ulteriormente ridotta all’1,9% dal 2,2% del 31 dicembre 2025. Il costo del credito annualizzato risulta in riduzione a 29 p.b. rispetto a 40 p.b. di fine 2025, pur garantendo significativi e crescenti livelli di copertura dei crediti deteriorati. Si conferma molto solida la posizione patrimoniale:
• CET 1 Ratio stated al 13,79% (senza includere l’utile del periodo); 14,27% includendo l’utile del periodo al netto del dividendo maturato;
• MDA buffer stated a 426 p.b. (senza includere l’utile del periodo); 474 p.b. includendo l’utile del periodo al netto del dividendo maturato.
Questi i principali aggregati patrimoniali :
Raccolta diretta bancaria € 141,2 miliardi: +2,9% rispetto a fine dicembre 2025 e +4,9% su base annua; raccolta “core” da clientela (depositi e conti correnti) a € 106,5 miliardi: +1,4% rispetto a fine dicembre 2025 e +3,8% su base annua; Raccolta indiretta da clientela32 € 283,9 miliardi.
Senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, la raccolta indiretta si attesta a € 130,6 miliardi (+3,5% rispetto al 31 dicembre 2025 e +7,0% a/a), di cui:
▪ risparmio gestito € 70,8 miliardi, +1,4% rispetto al 31 dicembre 2025 e +3,3% a/a;
▪ risparmio amministrato, € 59,8 miliardi, +6,2% rispetto al 31 dicembre 2025 e +11,8% a/a; Impieghi netti verso clientela € 102,3 miliardi: +2,6% rispetto al 31 dicembre 2025 e +3,6% a/a (di cui crediti in bonis +2,8% rispetto al 31 dicembre 2025 e +3,9% a/a; crediti deteriorati -15,7% rispetto al 31 dicembre 2025 e -24,2% a/a).
Principali voci di conto economico:
Margine di interesse: € 2.329,6 milioni al 30 settembre 2026 (€ 2.324,6 milioni al 30 settembre 2025; +0,2%);
Commissioni nette34: € 2.070,1 milioni al 30 settembre 2026 (€ 2.023,0 milioni al 30 settembre 2025; +2,3%);
Oneri operativi: € 2.043,7 milioni in calo rispetto a € 2.082,2 milioni dei primi nove mesi 2025 (-1,9%);
Risultato della gestione operativa € 2.622,5 milioni rispetto a € 2.488,7 milioni dei primi nove mesi 2025 (+5,4%);
Costo del credito verso clientela € 224,0 milioni rispetto a € 254,8 milioni dei primi nove mesi del 2025 (-12,1%);
Risultato lordo dell’operatività corrente € 2.406,3 milioni rispetto a € 2.237,4 milioni dei primi nove mesi 2025 (+7,5%);
Risultato netto € 1.532,1 milioni rispetto a € 1.492,7 milioni dei primi nove mesi 2025 proforma (+2,6%).



