Un albero a fine vita può diventare una nuova casa per migliaia di insetti e altre specie animali. L’albero habitat è un albero che, anziché essere abbattuto quando malato o pericolante, se opportunamente trattato, viene lasciato in piedi offrendo delle nicchie ecologiche in grado di ospitare numerose specie animali, vegetali, licheni e funghi all’interno delle quali possono svolgere una fase del loro ciclo vitale oppure semplicemente trovare un rifugio, un luogo di riproduzione, cibo e acqua raccolta nelle cavità.
In città, sono presenti circa una ventina di alberi habitat alcuni dei quali hanno recentemente mostrato nuovi interessanti inquilini. Un pioppo nero è diventato nido per una numerosa covata di uova, presumibilmente di cinciarella. Un altro è diventato rifiugio di un assiolo (Otus scops), un piccolo rapace notturno presente anche in città.
“A seguito delle indagini di stabilità che conduciamo sugli alberi del verde pubblico, c’è la possibilità che alcuni di essi, a causa di processi di carie (degradazione del legno da parte di funghi) e marciumi radicali che ne compromettono la stabilità, risultino da abbattere per la sicurezza di tutti i cittadini. Alcuni di questi alberi però, se a dimora in siti idonei, diventano o vengono trasformati in alberi habitat”, spiega Francesco Donini, coordinatore Settore Verde pubblico di AMIA. Se non presentano già dei microhabitat, questi vengono realizzati artificialmente attraverso la creazione di cavità artificiali intagliate all’interno del fusto diventando fondamentali per alcuni uccelli, aumentando il successo riproduttivo della fauna selvatica in aree antropizzate dove i siti di nidificazione naturali non sono disponibili o non idonei. Questa tecnica permette di ricreare un ambiente più naturale in grado di mantenere al suo interno una temperatura più adeguata alla riproduzione, si dà inoltre una seconda vita a questi esemplari, senza deve ricorrere all’utilizzo di altra materia prima. Le aree urbane, sebbene siano aree fortemente antropizzate, ospitano ancora specie animali e vegetali che offrono benefici importantissimi agli ecosistemi. Dare quindi una seconda vita a questi alberi o ad una parte di essi, significa aiutare ed incrementare la biodiversità.
Nel frattempo, proseguono i monitoraggi sullo stato di stabilità delle piante cittadine e i relativi interventi e sono tuttora in corso le ultime operazioni necessarie a fronte al violento fronte temporalesco con venti oltre i 100 chilometri orari che si è abbattuto sulla città lo scorso 11 maggio, in particolare otto piante compromesse in via Campofiore.
Nuove perizie si aggiungono inoltre alle numerose già eseguite e pubblicate nella sezione dedicata sul sito www.amiavr.it e nuovi interventi prendono piede in questi giorni.
Tra i lavori più rilevanti, verranno abbattuti a seguito di perizia 12 aceri in viale Risorgimento e 8 olmi in via Torbido. I nuovi alberi che andranno a sostituire quelli rimossi saranno ripiantumati a stretto giro e comunque entro febbraio.
Prima di ogni intervento di sostituzione, come è ormai prassi consolidata, sugli alberi oggetto di perizia, vengono affissi in loco dei cartelli informativi. In un’ottica di totale trasparenza e rendicontazione, inoltre, sul sito di AMIA nella pagina Verde Pubblico, raggiungibile dall’home page, è attiva e fruibile da tutti la sezione “Alberature”. Qui ci sono a portata di click tutti i pdf delle valutazioni di ciascun albero da sostituire. La pagina consente di cercare gli interventi interessati. Con la lente di ricerca, indicando la via, è possibile avere immediato accesso alle relative perizie.



