Alleanza scuola-impresa per il futuro

Fabio Girlanda

Girlanda: “Ora concretezza al protocollo per portare i nostri imprenditori negli istituti”

Meno giovani, più inattivi, talenti che emigrano. È la tripla emergenza che rischia di indebolire il futuro dell’Italia. Entro il 2050 il nostro Paese avrà 1,7 milioni di giovani under 35 in meno, mentre negli ultimi dieci anni sono espatriati 170mila giovani laureati. E oggi sono 1,526 milioni i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni, pari al 24,7% della popolazione di questa fascia d’età. Sono i dati presentati in questi giorni da Confartigianato alla Convention annuale dei Giovani Imprenditori, alla quale prende parte anche la delegazione scaligera guidata dal Presidente di Confartigianato Giovani Imprenditori Verona, Fabio Girlanda. «Sono numeri che mostrano gli effetti della ‘glaciazione demografica’ – commenta Girlanda – e i rischi che si trasformi in una crisi di competenze e capacità imprenditoriale. L’Italia avrà meno giovani e rischia di perdere quelli con livelli di qualificazione più elevati». In questo scenario nasce il Manifesto «Generazione Artigiana», presentato a Roma dai Giovani Imprenditori di Confartigianato. Un documento di impegni che punta a restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere e costruire il proprio futuro nei territori di appartenenza, attraverso formazione, lavoro, innovazione e impresa.
Alle proposte dei Giovani Imprenditori di Confartigianato risponde il Ministero dell’Istruzione e del Merito con un Protocollo d’intesa sottoscritto durante la Convention dal Ministro Giuseppe Valditara e dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli.
L’obiettivo è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e mondo delle imprese artigiane e delle PMI, attraverso il potenziamento della formazione scuola-lavoro, dell’orientamento, delle attività laboratoriali e delle esperienze dirette in azienda.
«Riteniamo – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che gli imprenditori, gli artigiani debbano poter entrare nelle scuole per far capire la bellezza e l’importanza sociale di quello che fanno. Devono essere gli alfieri, gli ambasciatori di una grande impresa del Made in Italy, di un’impresa che sa creare benessere e prosperità.».
«Ora staremo a vedere quale e quando sarà la risposta concreta al protocollo – afferma Girlanda –, sia da parte del Ministero per attivare il mondo della scuola, sia degli Istituti scolastici. In provincia di Verona si contano circa 91 istituti di istruzione secondaria di secondo grado, o scuole superiori; di questi, 28 sono istituti tecnici e 28 sono istituti professionali».
Il Protocollo, infatti, dedica particolare attenzione agli Istituti Tecnici e Professionali, alla filiera tecnologico-professionale 4+2 e agli ITS Academy, con l’obiettivo di sviluppare competenze coerenti con le trasformazioni del mercato del lavoro: tecniche, digitali, green e trasversali.
Confartigianato metterà inoltre a disposizione competenze e professionalità per eventuali attività di docenza esterna nella filiera tecnologico-professionale e rafforzerà il rapporto con le Fondazioni ITS Academy. Il Protocollo punta, infine, a collegare maggiormente il sistema scolastico con l’ecosistema dell’innovazione, mettendo in rete ITS Academy, università, centri di ricerca, incubatori, acceleratori, startup e imprese. Secondo le rilevazioni di Confartigianato, tra il 2025 e il 2050 i giovani in età lavorativa diminuiranno del 18,8%, con un calo del 13% al Centro-Nord e del 29,8% nel Mezzogiorno dove verranno a mancare 953mila giovani under 35.
A rendere ancora più critica la situazione è la difficoltà di trasformare il potenziale delle nuove generazioni in partecipazione al mercato del lavoro. Nel 2025 il tasso di occupazione degli under 35 in Italia è stato del 43,9%, contro il 60,2% della media dell’Unione europea, il valore più basso tra i Paesi Ue. E ancora, nella fascia 25-34 anni, gli inattivi sono 1,526 milioni: tra loro 406mila sono laureati, di cui 244mila donne. Anche in questo caso l’Italia ha il record negativo in Europa.
Inoltre, tra il 2016 e il 2025, 170mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia e ne sono rientrati 53mila. Il saldo netto rimane negativo per 117mila giovani laureati espatriati, una perdita media di circa 32 talenti al giorno.