(di Giulio Ferrarini)
Ogni anno la città di Verona deve pagare una super tassa ecologica regionale di 1,5 milioni di euro che impatta sulle casse dei cittadini perché non si è ancora raggiunto il 65% di raccolta differenziata in città.
“L’obiettivo – ha detto il presidente di Amia Roberto Bechis – sarà chiudere il 2026 col 65% di quota di differenziata, che vorrà dire finalmente il prossimo anno non pagare più questa super tassa e poter avere più denaro da investire in servizi alla città”.
I dati per il raggiungimento della cifra preposta fanno comunque ben sperare. Nel 2025 infatti c’è stato un grande balzo in avanti di ben 4 punti percentuali passano dal 37% del 2024 a superare il 60%.
Negli ultimi due anni la percentuale è aumentata di ben 7 punti grazie soprattutto all’adozione dei nuovi sistemi di raccolta con cassonetti ad accesso controllato e porta a porta.
“Come sempre il cambiamento – ha proseguito Bechis – è difficile per i cittadini e le cittadine, ma anche per l’Azienda: bisogna organizzarsi in modo adeguato, incidenti di percorso possono capitare. Questo 60% comunque è un grande risultato, è frutto del nuovo sistema di raccolta adottato finora in circa metà della città. Abbiamo fatto abbiamo affrontato la settima, abbiamo fatto la sesta, la quinta, la quarta circoscrizioni, e adesso stiamo iniziando con la prima con i tempi che abbiamo specificato, in due fasi: extra Ansa dell’Adige in questi in questi giorni, da settembre all’interno dell’Ansa dell’Adige. Faremo la terza circoscrizione a ottobre e, dall’inizio dell’anno, gennaio-febbraio indicativamente, faremo eh il cambiamento nell’ultima circoscrizione che è la seconda. Colgo l’occasione per ringraziare le cittadine e i cittadini nella stragrande maggioranza che stanno seguendo eh quelle che sono le necessità di un cambiamento”, ha concluso Bechis.
Va inoltre sottolineato che negli ultimi anni parallelamente è anche diminuita la percentuale di rifiuto secco che nei primi sei mesi del 2026 è calato di oltre il 10%. Si tratta circa di 700 tonnellate di rifiuti che finiscono in discarica.
Questo è frutto anche di un minor utilizzo dei cassonetti da parte di chi proviene da fuori della cintura cittadina.
“C’è ancora molto lavoro da fare – ha detto Martina Redivo CdA Amia -, sappiamo delle criticità sul territorio. Siamo tutti i giorni alle prese con con la risoluzione di questi di questi problemi, cercando di impegnarci anche per migliorare, appunto, la pulizia della città e l’igiene urbana che, in questo momento, in qualche quartiere può essere una criticità. Ricordiamo che c’erano delle zone della città che avevano erano rappresentate da un 40% della della quota differenziata, e queste erano le zone principalmente servite da cassonetti aperti”.
Francesco Premi, CdA Amia, ha concluso rimarcando la fondamentale necessità di mettere in campo tutti gli strumenti di comunicazione necessari per far arrivare il messaggio ai cittadini: “Abbiamo centinaia di tutor sulle strade, nei quartieri, che spiegano l’uso dei dei cassonetti. Abbiamo fatto assemblee in ogni quartiere e continueremo a farle fino a completare la la trasformazione”.



