Ats 27 Est Veronese, Uil FP e FP Cgil: “I servizi sociali devono restare pubblici. Pronti a un nuovo sciopero”

Lunedì 21 settembre i 26 sindaci dell’ambito territoriale dell’est veronese saranno chiamati nuovamente ad individuare la forma giuridica del nascente ATS VEN 27, nuovo ente di gestione associata tra comuni, chiamato a riordinare, programmare e potenziare i servizi socio-assistenziali sul territorio.

UIL FP Verona e FP CGIL con i segretari Marco Bognin e Valentino Geri, ribadiscono con fermezza che il nuovo soggetto dovrà avere natura non economica, così da garantire pienamente la natura pubblica dei servizi sociali, il controllo democratico sui servizi, la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e la continuità del sistema pubblico territoriale.

“Gli elementi normativi e interpretativi che si sono susseguiti negli ultimi mesi – dichiarano – rafforzano ulteriormente una posizione che come organizzazioni sindacali sosteniamo da tempo, ovvero che non esiste alcuna necessità di trasformare la gestione dei servizi sociali in un ente di natura economica e che, laddove l’attività sia prevalentemente costituita da servizi finanziati con risorse pubbliche, come nel caso dei LEPS, emerge la qualificazione sostanziale dell’ente come non economico”.

In particolare i sindacalisti citano la sentenza di Cassazione n. 3042/2025, il parere della Corte dei Conti n. 136/2025/PAR, la circolare Inps n. 53/2024, le Linee guida del Ministero del Lavoro sui nuovi Ats. La stessa legge costituiva gli Ats, la legge regionale n. 9/2024, individua preferibilmente l’azienda speciale consortile pubblica quale forma organizzativa e indica il CCNL Funzioni Locali come contratto preferenziale per il personale.

“La differenza non è una questione formale – sottolineano Bognin e Geri – ma riguarda il futuro delle persone che lavorano nei servizi sociali e il modello stesso di welfare che vogliamo costruire. La scelta di un ente economico determinerebbe conseguenze importanti anche sul rapporto di lavoro, che verrebbe ricondotto al diritto privato, con la perdita di istituti propri del pubblico impiego, a partire dalle possibilità di mobilità tra amministrazioni”.

UIL FP e FP CGIL ricordano di avere già proclamato e sostenuto uno sciopero proprio per contrastare l’ipotesi di costituzione di un’azienda consortile di natura economica, e assicurano di essere pronti a portare avanti la lotta: “Ma auspichiamo che oggi prevalgano responsabilità e buon senso e che non sia necessario arrivare nuovamente allo scontro”, precisano.

Altra novità intervenuta nel frattempo riguarda il sistema di voto: “Con la nuova legge regionale che assegna maggior peso ai Comuni più popolosi, la responsabilità politica della scelta è ora in mano alle amministrazioni principali. I servizi sociali gestiscono fragilità e non sono attività commerciali: pretendiamo che i Sindaci difendano la natura pubblica del welfare, allineandosi alle indicazioni regionali anziché aprire alla privatizzazione” concludono i sindacalisti, ribadendo la richiesta di costituire un ente non economico che mantenga il CCNL Funzioni Locali e garantisca che i servizi sociali rimangano pienamente dentro il perimetro pubblico.